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Come avvicinarsi all’insegnamento della Shoah: allegato un memorandum sull’Olocausto

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La nostra logica educativa pone l’essere umano, l’individuo, al centro della nostra comprensione della storia. Affrontare l’Olocausto, oggi che se ne commemora la giornata, a livello internazionale, significa indagare non solo fenomeni come l’omicidio di massa, la politica nazista, le statistiche di morte e la catena di eventi storici, politici e militari. Comporta un tentativo di comprendere gli esseri umani e il modo in cui hanno affrontato situazioni estreme e profondi dilemmi etici.

La storia dell’Olocausto è prima di tutto una storia umana. Qualsiasi discussione sulle sue vittime, i suoi autori o coloro che sono rimasti a guardare devono cercare di capire l’essere umano coinvolto. L’incontro tra gli studenti e le persone “semplici” che erano presenti negli eventi dell’Olocausto – la loro vita quotidiana e realtà – deve servire da fondamento per un lavoro educativo significativo.

Ricordare le difficoltà
L’attenzione deve concentrarsi non solo sugli eroi delle rivolte e della resistenza da un lato, o sugli assassini di alto rango dall’altro. È imperativo ricordare e tentare di comprendere le difficoltà e i dilemmi che devono affrontare coloro i cui nomi erano quasi perduti, spesso insieme alle loro vite. Solo in questo modo sarà possibile creare una connessione reale e intima tra gli studenti e l’argomento, e iniziare a discernere i punti in comune e le differenze tra il nostro periodo e quello dell’Olocausto.

Fornire alla storia un volto umano
L’esame dei vari incroci in cui si trovavano ebrei, tedeschi e altri, e i dilemmi e le sfide che hanno dovuto affrontare, consentiranno al processo educativo di progredire dalla particolare situazione storica a un suono della voce umana universale. Fornire alla storia un volto umano, un esame delle complessità umane coinvolte, aiuta a prevenire i pericoli della banalizzazione, di un’immagine unidimensionale o di una visione astratta e alienata. Queste comprensioni servono come base per tutto il lavoro educativo intrapreso dalla Scuola.

Dialogo interculturale
Gli storici oggi indicano la natura narrativa della storiografia, di un passato che è aperto a una gamma di interpretazioni e comprensioni, dipendenti in parte dal punto di vista e dalla prospettiva del narratore. La Scuola applica questa comprensione anche al suo lavoro pedagogico e alle sue concezioni. La consapevolezza di questi processi, e dei molteplici modi in cui si forma la memoria dell’Olocausto, è tra i fattori che determinano il lavoro educativo della Scuola e che consentono un dialogo fruttuoso negli incontri che periodicamente intratteniamo tra educatori di vari paesi. La comprensione di altri punti di vista, crediamo, arricchisca le proprie intuizioni e offra l’opportunità di esaminare la propria identità, passato e memoria. La sensibilità verso altri punti di vista e verso altri gruppi è tra i valori centrali che il lavoro educativo della Scuola cerca di inculcare. Cerchiamo di implementare questo valore nei materiali educativi che sviluppiamo e nei seminari e corsi che conduciamo.

L’eredità dei sopravvissuti
I sopravvissuti all’Olocausto svolgono un ruolo centrale nella scrittura della storia dell’Olocausto, nella formazione della memoria, nella commemorazione e nel lavoro educativo. Le testimonianze e gli incontri con i singoli sopravvissuti fungono da asse centrale nel trasmettere la storia e la memoria dell’Olocausto alle generazioni future. L’imminente scomparsa della generazione dei sopravvissuti sfida gli educatori di tutto il mondo a trovare nuovi modi per raccontare la storia e perpetuare la memoria e l’eredità dei sopravvissuti a una generazione più giovane che non entrerà più in contatto personale diretto con la generazione che ha vissuto l’Olocausto e la sua epoca.

Inculcare i valori universali
L’omicidio di massa degli ebrei durante l’Olocausto derivò da un’ideologia razziale radicale che si prefiggeva l’obiettivo di demolire l’etica umanistica esistente e di annientare fisicamente la nazione che era ed è identificata come quella che ha creato l’infrastruttura dell’etica umana. Le persone che hanno lasciato in eredità al mondo tali fondamenti etici come i Dieci Comandamenti e la sua ingiunzione che “non uccidere” dovevano – per i nazisti – essere eliminati. Come uno degli obiettivi centrali del suo lavoro educativo, la Scuola deve cercare di instillare questi valori etici e umanistici, indicando il tentativo nazista di minarli.
Il programma deve inculcare i valori universali della conservazione dei diritti umani e promuove la responsabilità individuale nella lotta al razzismo e alla xenofobia.

Un approccio multilivello
Educatori e psicologi tendono a concordare sul fatto che l’inculcare i valori etici deve iniziare in età molto giovane. Di conseguenza, la scuola deve sviluppare materiali adatti a tutte le età, iniziando con bambini molto piccoli e proseguendo fino al livello universitario. Crediamo che persone di tutte le età siano in grado di affrontare l’Olocausto a un livello appropriato. Un processo educativo adeguato deve essere costruito per ciascuna fascia di età in modo da consentire a ciascuna di confrontarsi con aspetti particolari della storia umana dell’Olocausto. Questo processo contribuirà a un’interiorizzazione dei valori e, si spera, alla costruzione dell’identità morale individuale e, in ultima analisi, a una società più etica. L’incontro dello studente con il passato e con i suoi dilemmi etici verrà interiorizzato negli anni e contribuirà alla costruzione della propria identità ed etica personale.

Un approccio interdisciplinare
Lo studio dell’Olocausto come esperienza umana si estende oltre i confini della disciplina storica. La nostra presentazione della storia come una storia umana impone che altri campi di conoscenza che contribuiscono alla nostra comprensione degli esseri umani e dello spirito umano siano incorporati nel processo di apprendimento. Questi includono arte, letteratura, filosofia e altro ancora. L’inclusione di queste discipline consente l’accesso a parti della psiche umana che il solo esame intellettuale dei documenti storici non sempre facilita.

I giusti tra le nazioni
L’Olocausto è stato un evento storico in cui gli estremi della capacità umana per il male sono stati messi in netto rilievo. Allo stesso tempo, tuttavia, è stato anche un evento storico che ha portato alla luce casi estremi di coraggio e compassione umani non comuni. Il nostro incontro con questi due estremi opposti dello spirito umano ci chiama a esaminare costantemente la nostra etica e condotta personale. La consapevolezza dell’importanza delle azioni dei soccorritori – i Giusti tra le nazioni – è stata espressa nella legge israeliana che funge da base per l’istituzione e che si è occupata di localizzare, identificare e rendere omaggio a questi soccorritori. Più di 22.000 uomini e donne che hanno rischiato la vita per salvare gli ebrei sono stati finora riconosciuti come Giusti tra le Nazioni. Indiscutibilmente, il Giusto tra le Nazioni funge da potente strumento educativo e questo sforzo è unico al mondo in termini di natura e portata.

Conclusione
In sintesi, ogni insegnante che desidera insegnare questo capitolo della storia umana deve prima essere uno studente, costruendo una base concreta di conoscenza. Dopo che ha acquisito le informazioni e si sente emotivamente attrezzato per affrontare l’argomento, è nostro compito presentare loro vari approcci interdisciplinari su come insegnare l’Olocausto in classe. Si spera che metodi pedagogici e materiali educativi forniranno agli insegnanti abilità inestimabili che li prepareranno meglio a insegnare l’Olocausto alle giovani menti del ventunesimo secolo.

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