Combatto per il rimborso viaggi degli insegnanti. Lettera

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Inviata da Daniela Guerrieri – Gentilissimi, sono un’insegnante della scuola primaria prossima al ruolo in Toscana. Molto probabilmente dal prossimo settembre dovrò lavorare lontana dalla mia famiglia e lasciare le mie figlie di 14 e 10 anni. Questo pensiero di dovermi allontanare dalla mia famiglia mi perseguita da mesi. Oltre a dover sopportare la lontananza, dovrò anche spendere molto del mio stipendio per i viaggi e per un eventuale alloggio.

In questi giorni ho riflettuto molto su questo e mi è venuto in mente che qualche mese fa avete pubblicato un articolo nel quale emerge l’eventualità di rimborsi almeno per gli insegnanti di ruolo, quindi deduco che il governo aveva preso in considerazione questa possibilità.

Ho pensato che il mio problema è anche il problema di tanti insegnanti nella mia stessa situazione: dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di secondo grado.

Mi sono anche chiesta che cosa potevo fare e così ho pensato di creare un gruppo (Telegram) che ha lo scopo di raccogliere le firme da presentare al MIUR/ per chiedere appunto questo rimborso. Il mio sindacato (CGIL Arezzo) si è mostrato disponibile ad aiutarmi.

Tanti insegnanti si recano al lavoro con la propria auto perché gli orari non coincidono e non è quindi possibile che più persone possano viaggiare nella stessa auto. Inoltre durante l’inverno le insegnanti delle tante scuole di montagna devono affrontare ghiaccio e neve, rischiando la propria vita.

Con la scelta delle 150 scuole per le GPS si ha la possibilità di lavorare vicino a casa mettendo in ordine di preferenza le sedi più vicine ma questo non è possibile per il ruolo.

Se il governo ci aiutasse con i rimborsi dei mezzi pubblici ciò potrebbe contribuire ad inquinare meno l’ambiente; infatti centinaia, forse migliaia di auto viaggiano spesso con un solo passeggero.

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