04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 08:08

Colloquio e curriculum vitae: gli errori da non commettere quando si cerca lavoro

Con la ripresa delle attività economiche e produttive in tutta Italia, e con la possibilità di tornare a muoversi, riprenderanno anche le assunzioni da parte delle aziende che non hanno subito eccessivi danni dalla crisi causata dal Covid-19.

E se nella prima parte dell’anno si è assistito a una frenata brusca nel reclutamento aziendale, gradualmente ci si aspetta un ritorno alla normalità. Certo, alcuni professionisti avranno maggiori possibilità di trovare occupazione in questo periodo di transizione, pensiamo per esempio a coloro che si occupano di sanificazione degli ambienti e di pulizia, ai consulenti che a diverso titolo accompagnano le imprese nell’adeguamento alle norme di sicurezza, agli addetti che operano nella digitalizzazione delle stesse e così a seguire. Per tutti coloro che cercano lavoro, però, quale che sia lo specifico profilo professionale, esistono delle buone norme di comportamento nelle fasi cruciali della ricerca dell’occupazione: la stesura del curriculum vitae e il colloquio di lavoro.

In entrambi questi momenti ci sono infatti degli errori che, per negligenza, spavalderia o per disattenzione, è meglio non commettere se si vuole raggiungere il risultato sperato, ovvero l’ottenimento del lavoro.

Alcuni dei più classici errori nella stesura nel curriculum vitae vengono commessi proprio per scarsa attenzione e pressappochismo nella compilazione del documento. Qualche esempio? Riportare le informazioni in modo confuso, senza seguire un corretto criterio cronologico; oppure commettere errori di battitura e/o grammatica evitabili con qualche lettura di controllo successiva alla stesura; oppure ancora non prestare attenzione all’impaginazione (nel caso di cv in file) o alla qualità della stampa (nel caso di cv cartaceo). Se questi errori avvengono come detto per disattenzione, ve ne sono altri forse peggiori che avvengono per presunzione o addirittura per dolo: errori simili si commettono quando si mente sulle proprie esperienze professionali pregresse e sul proprio set di competenze o quando si esagera nella presentazione di alcune proprie caratteristiche. Errori simili, ben leggibili per un reclutatore esperto, possono compromettere il buon esito di un processo di reclutamento, facendo scartare da subito il nostro cv.

Se il nostro cv è stato invece ben valutato e siamo stati chiamati in azienda, dobbiamo poi fare attenzione a non commettere errori comuni in fase di colloquio di lavoro. Siamo infatti di fronte al momento più delicato nel processo di selezione, un momento in cui dovremmo evitare, per esempio: di peccare con evidenza di superbia, parlando di sé i termini eccessivamente celebrativi; oppure di parlare male dei nostri precedenti datori di lavoro (stiamo infatti colloquiando con coloro i quali in futuro ricopriranno per noi, si spera, lo stesso ruolo); o ancora di dare troppa confidenza all’interlocutore usando magari battutine fuori luogo e un lessico troppo “rilassato”. I colloqui di lavoro hanno delle regole non scritte ma ben precise, contravvenire a una o più di esse potrebbe non fare il nostro gioco: è importante dunque conoscerle e rispettarle se si ha a cuore il buon esito di un colloquio.

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