Collegio docenti come un rito funebre, Corlazzoli: “Basta con l’eccessiva burocratizzazione della scuola”

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Con l’avvento del nuovo anno scolastico 2023/2024, molte sono le voci che si levano dal mondo dell’istruzione. Una delle più polemiche e incisive è quella del celebre maestro e giornalista Alex Corlazzoli, il quale, in un recente articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, ha condiviso la sua visione critica sull’attuale sistema educativo.

Corlazzoli ha enfatizzato il sentimento di alienazione che affligge molti docenti, mettendo in luce come l’eccessiva burocratizzazione abbia trasformato gli incontri tra docenti in “riti funebri”. Per lui, la scuola dovrebbe essere un luogo di crescita e condivisione, ma sembra invece aver perso questa sua essenza fondamentale.

Ma cosa desidera realmente il maestro Corlazzoli per la scuola del futuro? Un ritorno alle radici. Evocando figure come il priore di Barbiana, Mario Lodi e Maria Montessori, esprime il desiderio di una scuola dove la burocrazia sia messa da parte, dove il voto non sia l’unico parametro di valutazione, e dove docenti, genitori e alunni abbiano un ruolo attivo e centrale nel processo decisionale.

Il sogno di Corlazzoli è intriso di un’autentica passione per l’insegnamento: vuole aule aperte, corridoi vivaci con musica e piante, e insegnanti che trasmettano la loro passione per la materia. Immagina un luogo dove il dialogo sia centrale, dove ci si chieda “Che è successo oggi nel mondo?” piuttosto che ripetere meccanicamente lezioni.

Corlazzoli ci ricorda l’importanza della scuola come luogo di formazione delle future generazioni, sottolineando come gli studenti di oggi saranno i leader di domani. Ed è per questo che, secondo lui, è essenziale che la scuola torni a essere un luogo di amore per l’apprendimento, l’arte, la storia e i valori.

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