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Collaboratori scolastici e assistenti tecnici, cosa fanno durante sospensione delle lezioni in presenza?

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Sospensione delle lezioni in presenza, modalità di lavoro agile, necessità di prevenire quanto più possibile il diffondersi del contagio da Covid 19. Ritorna la questione dei lavoratori ATA che non possono svolgere il telelavoro. Le scuole sono comunque aperte: è giusto che si rechino giornalmente tutte le unità oppure è possibile attuare la rotazione come nel lockdown di marzo?

Una nostra lettrice chiede

Sono un AT Toscana…. A nome dei colleghi della mia scuola(at)e dei collaboratori della medesima;chiedo: -La nostra scuola ha optato per DAD al 100% per 15gg per ora almeno che il Dpcm non si modifichi ulteriormente. Noi AT senza laboratori attivi, dobbiamo andare ogni gg? I CS devono venire ogni gg? O possiamo entrambi i profili lavorate alternandosi come gia fatto durante lock down? Grazie.

di Giovanni Calandrino – Il lavoro agile, nelle occasioni di lockdown, è considerato come modalità di lavoro ordinario. E anche nella bozza del nuovo DPCM leggiamo ” datori di lavoro pubblici limitano le presenze del personale nei luoghi di lavoro alle sole attività indifferibili.”

A parere dello scrivente, in attesa di leggere in Gazzetta Ufficiale il nuovo DPCM firmato ieri sera dal presidente Conte, per le categorie di lavoratori a cui non è possibile applicare il principio del tele lavoro, come nel caso dei collaboratori scolastici, assistenti tecnici, guardarobieri, infermiere e addetti alle aziende agrarie bisogna solamente assicurare la modalità dei contingenti minimi da attivare solo in caso di attività ritenute indifferibili. 

Un’altra attività indifferibile è quella di garantire l’apertura delle sedi scolastiche per far accedere il personale docente in classe per prestare servizio DAD direttamente da scuola, o per le attività di laboratorio e/o per gli alunni che continuano a frequentare in presenza.

Bisognerà capire se ci saranno differenze e come applicarle tra le varie zone (rosse, arancione, gialle).

Le giornate non lavorate eventualmente conseguenti alle disposizioni del DPCM saranno disciplinate come assenze giustificate per cause non imputabili al lavoratore ai sensi dell’art. 1256 del cod. civile “ L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile“.

Ovviamente si attendono circolari ministeriali che facciano chiarezza e forniscano puntuali indicazioni ai Dirigenti Scolastici.

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