Collaboratore scolastico impossibilitato a sollevare carichi e ai lavori pesanti di pulizia, come procedere

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Sono frequenti le richieste di chiarimenti circa le procedure da porre in essere nel caso in cui il collaboratore scolastico segnali l’impossibilità di eseguire attività di movimentazione carichi e, più in generale, qualunque attività comportante uno sforzo fisico gravoso (spostare materiali, arredi, fascicoli, pulizia di superfici elevate o difficilmente raggiungibili, etc).

Nel caso in cui tali difficoltà, specie se temporanee, vengano palesate informalmente al Direttore S.G.A o al Dirigente scolastico, il suggerimento è quello di tenere conto delle esigenze del dipendente, nei limiti del possibile e secondo buon senso, evitando di sovraccaricarne le attività, senza però che questo comporti una trattamento di favore rispetto ai colleghi o produca una esenzione totale dalle attività.

Qualora invece, il dipendente manifestasse per iscritto le proprie limitate capacità fisiche a giustificazione della richiesta di esenzione dalle attività gravose, il Dirigente scolastico, nella sua qualità di datore di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), dovrà necessariamente attivare le procedure idonee alla verifica delle capacità del dipendente, in vista di una eventuale esenzione totale o parziale, assoluta o temporanea.

Visita medico-collegiale.

In proposito, il DPR n. 171 del 2011 “Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato in caso di permanente inidoneità psicofisica”, emanato ai sensi dell’articolo 55-octies del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, stabilisce che il dirigente scolastico debba valutare se le problematiche fisiche manifestate dal lavoratore necessitino di un accertamento medico adeguato, in quanto impattanti sulle mansioni di servizio. Ad esempio dovrà prendere in considerazione le certificazioni mediche eventualmente presentate dal lavoratore, le assenze per malattia, le problematiche segnalate sul posto di lavoro, etc.

A maggior ragione, ove si manifestino condizioni fisiche che facciano presumere l’inidoneità fisica permanente assoluta o relativa al servizio, si dovrà procedere con la richiesta di visita medico-collegiale. La richiesta va inoltrata per conoscenza al dipendente, senza che rilevi il suo consenso o diniego.

Si tenga presente inoltre che la visita collegiale può essere promossa anche su specifica richiesta del dipendente.

La visita è eseguita dalla Commissione medica di verifica, dipendente dal Ministero dell’Economia e delle finanze, con sede in ogni capoluogo di regione. Composta da medici specialisti, è l’unico organo competente a valutare l’idoneità al servizio per i dipendenti pubblici.

Qualora il dipendente si rifiutasse di presentarsi a visita collegiale, senza giustificato motivo, l’Amministrazione ha la facoltà di procedere, ai sensi dell’art.55-octies del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, alla sospensione del dipendente dal servizio senza retribuzione né indennità.

In caso di reiterato rifiuto, si può giungere alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Sospensione cautelare.

Ai sensi dell’art. 6, comma 2, D.P.R. n. 171/2011, in presenza di circostanze particolari, cioè in presenza di condizioni fisiche che facciano presumere l’inidoneità fisica permanente assoluta o relativa al servizio, quando le stesse generano pericolo per la sicurezza o per l’incolumità del dipendente interessato, degli altri dipendenti o dell’utenza, prima che sia sottoposto alla visita di idoneità, il dirigente scolastico nella sua qualità di datore di lavoro può sospendere in forma cautelare dal servizio il dipendente, secondo i seguenti passaggi:

-comunicazione notificata al dipendente che manifesti l’intenzione di procedere alla sospensione cautelare dal servizio;

-il dipendente ha il termine di 5 giorni per presentare memorie e documenti per opporsi alla sospensione;

-il dirigente scolastico valuta quanto presentato, infine se è il caso procede con atto motivato alla sospensione dal rapporto di lavoro.

La sospensione ha durata fino alla formulazione del giudizio della commissione medica, e comunque per massimo 180 giorni.

Durante la sospensione, il trattamento retributivo è uguale a quello previsto durante i periodi di assenza per malattia. Infine, il periodo è valevole per il calcolo dell’anzianità di servizio (pur se il successivo giudizio configura una inidoneità assoluta dal servizio).

Inidoneità parziale.

Nel caso in cui la commissione medica di verifica accertasse nel referto una parziale inidoneità al servizio, specie in relazione alla movimentazione di carichi pesanti o a particolari attività, sarà onere del Dirigente scolastico, unitamente al DSGA, attenersi alla valutazione tecnica e attribuire al dipendente un mansionario ridotto, che escluda le attività in questione, pur rimanendo coerente con il mansionario previsto dalla tabella A allegata al CCNL Comparto Scuola 2006-2009.

Con apposita disposizione di servizio dunque saranno attribuite mansioni ridotte e/o equivalenti, valutando l’adeguatezza dell’assegnazione in riferimento all’esito dell’accertamento medico e ai titoli posseduti ed assicurando ove necessario un percorso di formazione.

Se il dipendente è adibito a mansioni equivalenti ma di rango inferiore, il medesimo ha diritto alla conservazione del trattamento economico fisso e continuativo corrispondente all’area ed alla fascia economica di provenienza mediante la corresponsione di un assegno ad personam riassorbibile con ogni successivo miglioramento economico.

Inidoneità assoluta permanente.

Qualora fosse refertata l’inidoneità psicofisica assoluta e permanente, il Dirigente scolastico trasmette gli atti all’Ufficio Scolastico provinciale, il quale, previa comunicazione all’interessato entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di accertamento medico, risolve il rapporto di lavoro e corrisponde l’ indennità sostitutiva del preavviso.

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Pubblicato in DSGA

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