Collaboratore scolastico ha ancora ferie residue, quando può usufruirne

di redazione
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Ferie non godute, personale ATA di ruolo: si possono fruire anche nella sede della supplenza ai sensi dell’art. 59.

Sono una collaboratrice scolastica di ruolo a settembre dello scorso anno scolastico ho avuto una supplenza come assistente amministrativo al 30/06. Mi erano rimasti 8 giorni di ferie dell’a.s. 2017/18 che avrei cmq potuto usufruire in luglio ed agosto alla mia scuola di appartenenza. A giugno invece ho avuto la proroga del contratto fino al 31/08/19 e ho fatto così domanda per poter usufruire delle ferie al rientro a settembre. La DSGA per esigenze di servizio non me le ha concesse prorogandole alle vacanze natalizie. I primi di settembre ho accettato una supplenza di assistente amministrativo al 30/06/20, mi chiedo che ne sarà delle mie ferie maturate e non godute. Grazie. Simona Bacci

di Giovanni Calandrino – Avrebbe potuto fruirle nella sede di servizio come assistente amministrativa durante la proroga contrattuale di luglio e agosto, considerata la supplenza ai sensi dell’art. 59. Ovviamente con apposito parere favorevole di entrambi i DDSS.

Si ricorda che il personale ATA fruisce delle ferie, compatibilmente con le esigenze di servizio, durante tutto l’anno. Inoltre può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto.

La fonte normativa è lo stesso CCNL scuola/2007 art. 13 comma 11.

Il personale A.T.A. fruisce le ferie non godute di norma non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA (art. 13.10 CCNL/2007).

Detto ciò, la sentenza n. 15652/2018 della Cassazione, pubblicata il 14 giugno 2018 dalla  Sezione Lavoro nell’ultimo grado di giudizio, prevede che il dipendente pubblico possa richiedere e vedersi riconosciuto il pagamento delle ferie arretrate oltre i diciotto mesi nel caso in cui la rinuncia al periodo di riposo non dipenda dalla volontà del lavoratore, ma da un’imposizione del datore di lavoro.

La monetizzazione delle ferie, in caso ricorra la condizione illustrata, deve avvenire anche in assenza della richiesta formale di fruizione da parte del dipendente. Come scrive il Foglietto della Ricerca, la Cassazione sottolinea il diritto del lavoratore alle ferie [DIRITTO RIBADITO NEL NOSTRO CCNL ALL’ART. 13 COMMA 8]. Quindi, l’attività prestata dal dipendente quando doveva essere in ferie rappresenta prestazione contrattualmente non dovuta e l’indennità sostitutiva ha natura retributiva.

In conclusione, la normativa vigente e la sentenza di Cassazione consolidano il principio di pagamento delle ferie arretrate, oltre i 18 mesi, nel caso di diniego del datore di lavoro. Nel suo caso potrà ancora beneficiare delle ferie non godute.

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