Coldiretti. La nuova generazione sarà più povera di quella che l’ha preceduta

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Sono sempre di più i ragazzi under 35, oggi il 51%, che desiderano emigrare dall’Italia: lo rivela un sondaggio della Coldiretti.

Il documento è stato presentato all’Assemblea di Giovani Impresa Coldiretti alla vigilia della presentazione del piano giovani del Governo.

Sono sempre di più i ragazzi under 35, oggi il 51%, che desiderano emigrare dall’Italia: lo rivela un sondaggio della Coldiretti.

Il documento è stato presentato all’Assemblea di Giovani Impresa Coldiretti alla vigilia della presentazione del piano giovani del Governo.

Il 73 % dei giovani chiede che venga inserito l’obbligo di una quota giovani per le assunzioni in aziende pubbliche e private.   Per favorire la ”staffetta generazionale” ben l’86 % dei giovani chiede – secondo la Coldiretti – la fissazione di un limite di età per lo svolgimento di incarichi parlamentari, in amministrazioni pubbliche e in aziende pubbliche.

Per il 50 % dei giovani italiani bisognerebbe andare in pensione a non più di 60 anni, il 26 % chiede che l’età del pensionamento sia fissata a 55 anni per liberare posti di lavoro.

La nuova generazione sarà più povera di quella che l’ha preceduta con il 61% dei giovani italiani che pensa che in futuro la sua situazione economica sarà peggiore di quella dei propri genitori, il 17 % uguale e solo il 14 %, mentre il 9% non risponde.

Il 36% dei giovani occupati non è contento del proprio lavoro, che risulta poco appagante dal punto di vista economico per 3 insoddisfatti su 4 e privo di prospettive di crescita professionale per 1 su 3. Il risultato è che – precisa la Coldiretti – ben il 77 % dei giovani occupati pensa di cambiare lavoro.

La maggioranza dei giovani (51%) sotto i 40 anni vorrebbe espatriare per motivi di lavoro mentre il 64 % è disponibile a cambiare città.  La disponibilità a lasciare l’Italia – sottolinea la Coldiretti – riguarda sia gli studenti (59 %) che i disoccupati (53 %), ma anche coloro che hanno già un lavoro (47 %).

Il 73 % dei giovani ritiene che l’Italia non possa offrire un futuro contro il 20 % che ha invece una visione positiva perché pensa in maggioranza che gli italiani hanno competenze e creatività per uscire dalla crisi e che il Made in Italy è simbolo di qualità in tutto il mondo.

Il 32 % pur di lavorare farebbe lo spazzino, ma la percentuale sale addirittura al 49 % per quelli in cerca di lavoro e scende al 19 % per gli studenti.  Oltre 4 giovani disoccupati su 10 (43 %) sarebbero disposti, pur di lavorare, ad accettare un compenso di 500 euro al mese a parità di orario di lavoro, mentre il 39 %  sarebbe disposto ad un maggiore orario di lavoro a parità di stipendio.

”L’analisi evidenzia un forte spirito di sacrificio delle giovani generazioni che li porta addirittura a rinunciare a diritti del lavoro fondamentali”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Le prospettive negative sul futuro fanno sì che la situazione non cambi di molto tra gli studenti che nel 39 % sono disponibili ad accettare uno stipendio ridotto a 500 euro al mese e nel 35 %  a lavorare più a lungo a parità di compenso. La situazione è profondamente diversa per i giovani occupati che solo nel 7 % dei casi sono disponibili ad accettare lo stipendio ribassato mentre nel 23 % dei casi sono pronti a lavorare più a lungo.

Il 28 % dei giovani tra i 35 ed i 40 anni sopravvive grazie al sostegno economico di mamma e papà, ma anche il 27% dei giovani occupati continua a ricevere aiuto dai genitori.

Il 51 % dei giovani vive con i propri genitori e, di questo, solo il 13 % per scelta, mentre il 38 perche’ non puo’ permettersi un alloggio proprio. In particolare abita con mamma e papa’ addirittura il 26 % dei giovani tra 35 e 40 anni, il 48 % di quelli di quelli tra 25 e 34 anni e l’89 % dei giovani con eta’ tra i 18 e i 24 anni.

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