Coding sarà obbligatorio nelle scuole d’Infanzia e Primaria, accolta mozione Aprea

di redazione

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Entro il 2022 nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione dovrà diventare obbligatorio lo studio del pensiero computazionale e del Coding, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo

“Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione, avvenuta all’unanimità  nella seduta di ieri martedi 12 marzo u.s, da parte del Governo e della Camera  dei Deputati della Mozione n. 1-00117, a mia prima firma, che impegna il Governo ad adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione lo studio del pensiero computazionale e del Coding nell’ambito del curricolo digitale obbligatorio, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo”.

Dichiara così l’On. Aprea (capogruppo F.I.) della Commissione Cultura) e continua “Governare con scelte pubbliche le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale con tempestività e lungimiranza richiede, prima di tutto, l’introduzione dell’insegnamento del Coding sin dalla scuola dell’infanzia e primaria per favorire la formazione del pensiero computazionale, la creatività digitale, e più generalmente, la cittadinanza digitale. Intelligenza artificiale, robotica e biotecnologia, costituiscono i nuovi campi da sviluppare per favorire una nuova era del lavoro, migliorare anziché sostituire le condizioni e le opportunità del lavoro. Per questo, il Coding, la programmazione informatica, deve essere considerata come la quarta abilità di base per le nuove generazioni di studenti, insieme al leggere, allo scrivere e al far di conto”. Sempre, l’On. Aprea, aggiunge:

“L’Italia presenta un elevato indice di rischio di cambiamento pari al 35,5 per cento dei lavori attuali, al di sopra della media internazionale. Se ignoriamo queste trasformazioni e non interveniamo per alfabetizzare le nuove generazioni ai linguaggi delle nuove tecnologie si allargheranno le lacune di competenze, si creeranno nuovi e maggiori diseguaglianze e polarizzazioni.

A noi decisori politici, a noi più che ad altri, spetta avere visione, assumere scelte, avere atteggiamenti non ispirati da quelle reazioni istintive di fronte alle tecnologie che sottovalutano il fatto che stiamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica, in cui l’innovazione e la scienza offrono opportunità mai viste prima. Abbiamo poco tempo davanti a noi, da qualche anno abbiamo solo centennials nelle classi (alunni che non hanno conosciuto il mondo senza internet), che sono nativi digitali e che hanno diritto ad avere anche una didattica digitale,  fin dalla scuola dell’infanzia. Per raggiungere entro il 2022 questo obiettivo abbiamo chiesto al Governo di rispettare i seguenti impegni:

– a considerare lo studio del « coding» e la dotazione nelle classi degli strumenti tecnologici a tal fine necessari come nuovi aspetti degli ambienti per l’apprendimento in sostituzione degli arredi tradizionali, quali le lavagne di ardesia e la tradizionale organizzazione degli spazi con banchi e sedie non modulabili;

– a valutare, di conseguenza, la dotazione di strumenti hardware avanzati quali componente essenziale dei nuovi ambienti di apprendimento;

– ad adottare misure affinché gli edifici scolastici di nuova costruzione siano predisposti per facilitare la diffusione del coding a scuola;

– ad adottare iniziative per prevedere, a partire già dall’anno scolastico in corso, percorsi di formazione per il personale docente delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di sensibilizzarlo alle nuove metodologie didattiche digitali attraverso cui veicolare gli apprendimenti e raggiungere gli obiettivi delle indicazioni nazionali;

–  a promuovere e favorire iniziative volte all’alfabetizzazione e allo sviluppo dell’apprendimento del « coding» nelle scuole secondarie di primo e secondo grado”.

Testo della mozione

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