Coding: programmare il futuro nella scuola digitale

di Patrizia Del Pidio

In Gran Bretagna un’ora a settimana di Coding e nuovi investimenti nonostante si siano riscontrati problemi tra i ragazzi più grandi nell’adeguarsi alla nuova materia.

In Gran Bretagna un’ora a settimana di Coding e nuovi investimenti nonostante si siano riscontrati problemi tra i ragazzi più grandi nell’adeguarsi alla nuova materia.

A dare il buon esempio anche David Cameron che si è seduto insieme ai bambini a programmare. Il suo esempio è stato seguito da oltre 5milioni di persone tra cui molti sono bambini a dimostrazione che il coding non deve incutere soggezione e timore. Nonostante, però, il coding sia stato introdotto come materia obbligatoria nelle scuole anglosassoni, sembra non bastare e proprio per questo motivo sono stati stanziati ulteriori 104 milioni di euro nei prossimi 5 anni per portare nuovi insegnanti con conoscenze approfondite nel settore e per fare la formazione ad altri 15mila docenti.

La Gran Bretagna è il primo Paese ad inserire il coding con un’ora a settimana nel programma scolastico degli studenti dai 5 anni in su. Si dovrebbe guardare all’esempio della Gran Bretagna, che nonostante la mancanza del personale specializzato ha iniziato la sua rivoluzione digitale dalle scuole.




In Italia oltre all’introduzione di soluzione tecnologiche ad integrazione della didattica tradizionale, lezioni di coding non sono state inserite nel programma scolastico anche se nel documento governativo, “La Buona Scuola” si parlava ampiamente di digitalizzazione, di tecnologia e di coding.

Proprio per questo motivo il MIUR, in collaborazione con il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) ha lanciato il programma “Programma il futuro”. “Progetti come questo servono a dare ai nostri ragazzi la possibilità di essere non solo consumatori di tecnologia, ma cittadini in grado di applicare il pensiero computazionale per sviluppare contenuti e metodi per risolvere i problemi e cogliere le opportunità che la società è già oggi in grado di offrire” afferma il ministro Stefania Giannini.

Il progetto, rivolto in particolare agli alunni della scuola primaria, ha l’obiettivo di insegnare il coding, la programmazione, per fare in modo che gli studenti italiani non siano più soltanto consumatori dell’informatica e della tecnologia, ma diventino maker.

L’obiettivo è quello di partire da una alfabetizzazione digitale per fare in modo che le nuove generazioni sviluppino un pensiero computazionale (processo mentale per la risoluzione dei problemi), indispensabile ad affrontare le tecnologie del futuro come utenti attivi.

Quindi dopo la Gran Bretagna potrebbe essere l’Italia, grazie alla piattaforma code.org che tramite tutorial e corsi online insegna a muovere i primi passi nella programmazione, il prossimo Paese a rendere effettiva la rivoluzione digitale.

Anche se ancora non è reso obbligatorio, l’insegnamento del coding è iniziato in diverse scuole che hanno aderito all’iniziativa “L’ora del codice”, per le scuole interessate saranno disponibili ulteriori 10 ore di approfondimento sull’argomento. Per partecipare le scuole, al momento devono iscriversi al programma e segnalare quali classi sono intenzionate a partecipare. Gli studenti, a prescindere dalla scuola, se sono interessati possono iscriversi autonomamente. La promessa della Buona Scuola, però, è che nei prossimi anni "ogni studente avrà l’opportunità di vivere un’esperienza di creatività e di acquisire consapevolezza digitale, anche attraverso l’educazione all’uso positivo e critico dei social media e degli altri strumenti della rete. E imparando ad utilizzare i dati aperti per raccontare una storia o creare un’inchiesta, oppure imparando a gestire al meglio le dimensioni della riservatezza e della sicurezza in rete, o ancora praticando tecniche di stampa 3D". 

 

 

Versione stampabile
Argomenti:
soloformazione