Pnrr, ok per il coding nelle scuole di ogni ordine e grado. Approvato emendamento Aprea (FI)

WhatsApp
Telegram

“Con un grande lavoro di squadra con il Relatore del PNRR Pella, con i Gruppi di Forza Italia delle Commissioni Cultura e Bilancio e con il Ministro Bianchi e la Sottosegretaria Bergamini, è stato approvato l’emendamento a mia firma che introduce lo studio del Coding nella scuola italiana”.

Lo scrive la deputata di Forza Italia Valentina Aprea, responsabile scuola degli azzurri.

Si tratta di una vera svolta verso il terzo millennio che garantirà, allorquando le disposizioni previste nel PNRR saranno attuate, grandi opportunità di crescita e di formazione per le nuove generazioni che frequenteranno la scuola italiana“, aggiunge Aprea, che prosegue: “Già da quest’anno la scuola italiana è frequentata da «centennials», la generazione che non ha conosciuto il mondo senza internet e non si può ignorare oltre che gli alunni che frequentano il primo anno della scuola dell’infanzia concluderanno gli studi superiori nel 2037 e quelli che frequentano la prima classe della scuola primaria nel 2034, quando la società sarà dominata sempre più dall’utilizzo delle tecnologie per stili di vita e di lavoro che oggi ignoriamo“.

Ecco perché, continua Aprea, “il «Coding», cioè la programmazione informatica, è diventata negli ultimi anni una nuova «lingua» che deve essere conosciuta per permettere di dialogare con il computer per assegnare allo stesso i compiti o comandi in modo semplice e consentire agli studenti, giocando a programmare, di imparare ad usare la logica, a risolvere i problemi e sviluppare il pensiero computazionale, in continuità e non in contrapposizione con le abilità tradizionali del leggere, scrivere e far di conto”.

La Gran Bretagna, la Finlandia, l’Estonia e altri Paesi europei hanno già inserito lo studio del «Coding», a partire dalla scuola primaria, come pure nei Paesi più avanzati sul piano tecnologico ed economico (Usa, Cina e India). L’Unesco ha più volte sollecitato, inoltre, l’accesso delle bambine agli studi matematici e scientifici sin dai primi anni di scuola, al fine del superamento degli stereotipi che le vogliono meno adatte allo studio di tali materie, mentre le ricerche dimostrano che il livello delle performance, per loro come per tutti i bambini nativi digitali, dipende dall’esperienza, dall’allenamento, dall’abilità esercitata dal cervello di creare nuove connessioni“, continua la deputata.

E ancora: “È per questo strategico che nel sistema nazionale di istruzione siano previste attività informatiche sin dai primi anni del percorso formativo, per sviluppare l’alfabetizzazione alle nuove tecnologie per l’accesso alle professioni del nuovo millennio, quando ci sarà anche in Italia una crescente domanda di lavori in cui vi è un alto impiego di tecnologie. Analisti di dati, sviluppatori di software e applicazioni, esperti di social ed e-commerce, esperti di automazione, ingegneri robotici e tanti nuovi ruoli in qualità di specialisti in machine learning e intelligenza artificiale dovranno essere adeguatamente formati nel sistema pubblico di istruzione”.

Al momento, secondo l’OCSE, l’Italia è, invece, il Paese europeo con il più alto tasso di skill mismatch.
Le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale (intelligenza artificiale, robotica e biotecnologia) vanno, insomma, governate da scelte pubbliche dell’istruzione al passo con i tempi“, spiega la forzista.

“Il PNRR che sarà di fatto il volano della modernizzazione del nostro Paese verso la piena digitalizzazione si arricchisce, per questo, con la proposta di Forza Italia di una leva strategica che costituirà un vero valore aggiunto al cambiamento in atto. Si parte dalla formazione digitale dei docenti, iniziale e in servizio, per avere a disposizione una nuova generazione di docenti più tutor e più coach. È tempo di cambiare.”

WhatsApp
Telegram

Concorso a cattedra ordinario secondaria, il corso Orizzonte Scuola: aggiornato con esempi di prova orale già pronti e simulatore EDISES per la prova scritta. A 150 EURO