Codice deontologico insegnanti: osservazioni. Lettera

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Inviata da Tullio Aebischer – Spett.le OrizzonteScuola, leggo della proposta dei dirigenti scolastici di redigere un codice deontologico degli insegnanti. Sulla rete se ne leggono vari per cui bisognerebbe almeno uniformare il tipo di documento.

Comunque, il codice deontologico dovrebbe riguardare tutti gli operatori della scuola (dirigenti, amministrativi, ATA, docenti, famiglie, fornitori) e le loro interazioni interne ed esterne. Forse che gli insegnanti debbano scrivere il codice deontologico dei dirigenti scolastici? e le famiglie quello degli ATA? ecc.?

La proposta dell’ANP sembra più che deontologia, imposizione del datore di lavoro poiché le regole deontologiche non sono regole penali ma sul dovere professionale (e anche diritti, le due cose vanno a braccetto visto che il mio dovere inizia dove inizia il tuo diritto, e il mio diritto inizia dove inizia il tuo dovere). Per tale motivo dovrebbero essere gli stessi insegnanti a proporre tale codice come presa di coscienza del proprio ruolo e dell’importanza che i loro comportamenti hanno (come fanno gli ordini professionali: e se si costituisse un simil ordine professionale dei docenti con tanto di albo?). Inoltre, se viene redatto per i docenti, la sua adozione deve essere votata e approvata solo dal Collegio Docenti e non da altri organi come il Consiglio d’Istituto, al massimo questo ne prenderà atto.

Nell’articolo non se ne parla ma al codice dovrebbe seguire l’organo (interno o esterno?) che ne cura l’applicazione e/o l’interpretazione. Se il codice viene otriato dai dirigenti (l’ANP non accenna minimamente alla collaborazione / confronto con i docenti per la redazione del codice stesso e le RSU non dovrebbero entrare nel merito), sono gli stessi che lo gestiscono, lo amministrano?

Infine, due punti. L’accenno a “vere prove psicoattitudinali” ha poco di deontologico. Che tipo di possibili controlli si potrebbero operare e/o imporre?

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