Co.Co. Co scuola.Si attende la stabilizzazione e lo sblocco di questa situazione anomala che si protrae da piu’ di 20 anni

di Lalla
ipsef

Maltese Maria Lucia e i cococo scuola – Egregio Ministro Profumo tutti i Co.Co.Co. hanno intrapreso un’azione giudiziaria per il riconoscimento del servizio e previdenziale, con documentazione che prova il lavoro di subordinazione, scaturendo un contenzioso al fine di sbloccare questa situazione anomala, che va avanti da anni. Sono state avviate anche denunce agli Ispettorati del Lavoro per tutelare questa categoria sfortunata.
Ci sono tanti motivi che spingono in questa direzione ma ne cito solo alcuni:

Maltese Maria Lucia e i cococo scuola – Egregio Ministro Profumo tutti i Co.Co.Co. hanno intrapreso un’azione giudiziaria per il riconoscimento del servizio e previdenziale, con documentazione che prova il lavoro di subordinazione, scaturendo un contenzioso al fine di sbloccare questa situazione anomala, che va avanti da anni. Sono state avviate anche denunce agli Ispettorati del Lavoro per tutelare questa categoria sfortunata.
Ci sono tanti motivi che spingono in questa direzione ma ne cito solo alcuni:

1) Perché in 11 anni non si è fatto un passo in avanti;

2) Perchè l’OSTACOLO alla nostra stabilizzazione c’è stato – c’è e ci sarà anche domani ed il nostro ostacolo è sempre lo stesso le OO.SS. scuola a cui le OO. SS. di categoria ed il ministero si piegano;

3) Perchè sono 10 anni in più di età anagrafica rispetto al 2001 e tutti abbiamo una famiglia, dei figli e tutti i problemi con essa connessi;

4) Perchè il nostro futuro prossimo è la pensione nell’ambito di una prospettiva < 10 – 15 – 20 anni > ed il nostro status pensionistico non è dei migliori;

5) Perchè le OO.SS. hanno distrutto la coesione della categoria creando nel contesto ed a loro interno dei personaggi sentinella predisposti a rispondere ai comandi impartiti da cui scaturiscono poi scelte opportunistiche,
individualiste e settarie creando sempre più divisione fra colleghi, loro vivono e crescono e sopravvivono proprio in funzione della profonda divisione creata;

6) Perchè le loro scelte hanno distolto l’attenzione sul vero problema "la stabilizzazione";

7) Perchè occorre uno strumento nuovo, uno stimolo nuovo per una nuova coesione della categoria per lottare insieme ad un obiettivo comune, occorre un quoziente di maturità individuale appropriato al problema;

8) Perchè un’azione generale, non circoscritta a pochi, produce un diverso impatto sul nostro interlocutore MPI e sul soggetto preposto alla trattativa l’OO.SS. Si fa tutto questo per noi stessi, per la propria dignità di uomini, di donne, di padri e madri di famiglia, per la dignità di lavoratori nell’ambito di uno stato di diritto del lavoro tipico di un ordinamento democratico e di una società civile ed occidentale. Si fa per uscire da uno schiavismo – ingiusto – a cui soggetti politici e istituzionali ci hanno per molti, troppi, anni relegato.

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