Cobas: basta alle aggressioni fisiche verso i docenti che svolgono il loro lavoro di educatori

di redazione
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COBAS Palermo – Esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti del docente dell’ICS Abba‐Alighieri di Palermo vittima di aggressione da parte di un genitore di un’alunna della scuola.

Al docente aggredito, ricoverato al pronto soccorso, è stata riscontrata un’emorragia cerebrale che fortunatamente sembra in fase di riassorbimento. La prognosi è di 25 giorni. Auguriamo che possa rapidamente ristabilire le sue condizioni psico‐fisiche.

Esprimiamo, inoltre, la nostra solidarietà a tutto il personale scolastico che riteniamo anch’esso “vittima” di aggressioni, di delegittimazione, di indifferenza. da parte dello Stato e dell’opinione pubblica.

Quanto accaduto, purtroppo, non è un episodio isolato: negli ultimi tempi sono sempre più frequenti gli episodi avvenuti in varie parti d’Italia in cui i docenti sono oggetto di aggressioni fisiche da parte di studenti e di genitori. Anche a tutti i lavoratori della scuola vittime di queste violenze esprimiamo la nostra solidarietà.

Questa situazione ci addolora ma non ci stupisce perché riteniamo che alla radice di questi comportamenti violenti ci siano diversi fattori che denunciamo da tempo.

Innanzi tutto il diffondersi nella nostra società di una mentalità sempre più decisionista e sbrigativa soprattutto nei confronti dei più deboli (donne, immigrati, diversabili ecc.), in gran parte frutto di tendenze politiche che si stanno sempre più affermando. Anche gli insegnati ormai sono diventati un soggetto “debole” e disprezzabile: assistiamo quotidianamente a campagne mediatiche (generalmente create ad arte da chi ci governa) che bollano la scuola e di conseguenza i docenti come incapaci di dare risposte ai cambiamenti socio‐culturali in atto.

Vanno pure sottolineate le maggiori difficoltà nel lavoro educativo a scuola dovuto ai cambiamenti avvenuti nei giovani, che hanno generato una diffusa perdita di senso delle esistenze, rendendole più fragili.

Non va sottaciuto il peggioramento delle condizioni di lavoro dei docenti (ma anche degli altri lavoratori della scuola) sottoposti a una serie di continui cambiamenti normativi ed a un sempre maggiore carico di lavoro e responsabilità.

Insomma, il degrado sociale, il mancato riconoscimento del valore formativo ed educativo che la scuola esercita giornalmente fra difficoltà, (risorse non adeguate ai bisogni della scuola: tagli agli organici docente e Ata, aumento del carico di lavoro) e gli attacchi sempre più frequenti nei confronti dei docenti da parte dei mezzi di comunicazione (lavorano poco…) ma soprattutto da parte di Governi le cui scelte sono tese a dividere e a demotivare la categoria dei docenti (meritevoli e non meritevoli e quindi premio a chi lavora meglio?!?) espongono chi esercita tale funzione ad attacchi indiscriminati il cui riverbero si ripercuote sulle famiglie con la conseguente perdita di fiducia nel lavoro degli insegnanti e, in generale, di tutto il personale della scuola.

Occorre che tutti (ma soprattutto chi fa le scelte politiche) riflettiamo su quanto accade perché sempre più urgente è la necessità di ricomporre la condivisione dei valori educativi fra le famiglie e la scuola perché si possa superare la fase di difficoltà sociale ed educativa che stiamo vivendo

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