CNPS: “Noi precari abbandonati da tutti: Il Governo abroghi la legge 159/2019”

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Comunicato stampa – Lo sciopero del 14 febbraio, promosso e organizzato dal Coordinamento Nazionale Precari Scuola e da realtà del sindacalismo di base, che ha visto la partecipazione di quasi 20.000 docenti e manifestazioni partecipate e grintose in diverse città italiane, sembra sia passato inosservato agli occhi delle burocrazie dei cinque sindacati.

Queste continuano in sordina ad incontrare il Miur, o quel che ne rimane, per portare a casa briciole di intese che in nessun modo possono portare alla stabilizzazione delle decine di migliaia di insegnanti precari. Uno dei principali motivi dello sciopero è stato l’abrogazione della legge 159/2019 detta anche “ammazza precari”.

A nulla servirebbe togliere dal bando del concorso le avvertenze generali o ridurre a 60 i quesiti, i 24 mila posti messi a bando non stabilizzeranno in alcun modo le migliaia di lavoratori e lavoratrici che per anni hanno sorretto la scuola pubblica. La situazione si presenta ancor più grave per migliaia di docenti precari con numerosi anni di servizio sul sostegno, che saranno esclusi dal concorso straordinario sia su CDC che su sostegno. La prova computer based, stabilita per il concorso straordinario, si dimostrerà completamente inadatta a valutare le competenze didattiche del docente in quanto basata su criteri meramente nozionistici, il risultato sarà soprattutto affidato alla fortuna.

L’emergenza precariato ha raggiunto numeri spaventosi, e queste soluzioni improprie comunicano l’incapacità e la totale assenza di volontà di risolvere realmente la questione.

Un’emergenza destinata ad aumentare, visto gli oltre 60 mila pensionamenti previsti per l’anno venturo. Forti della consistente partecipazione alla mobilitazione, chiediamo che il Governo provveda all’abrogazione della L. 159/2019, perché questa legge non dà risposte alle esigenze del sistema scolastico, dei suoi lavoratori e dei suoi studenti.

La pandemia di COVID-19 ponendo in situazione di emergenza il nostro paese e il mondo intero ha portato alla luce le drammatiche conseguenze dei costanti tagli operati nei vari settori. Primi tra questi il sanitario e quello dell’Istruzione, entrambi letteralmente in ginocchio. In questa situazione drammatica sono i lavoratori stessi, i medici e gli insegnanti (precari e non) a garantire il funzionamento della sanità e della scuola. Come docenti precari non possiamo non essere solidali con i medici e gli infermieri, eroi in camice bianco, che con la loro preparazione e il loro lavoro rimediano, in questi giorni, ai gravi danni alla sanità pubblica creati da anni di politiche scellerate. Non è un caso che grandi passi avanti nella ricerca su questo virus che sta portando alla morte migliaia di persone nel mondo e bloccando paesi come la Cina e l’Italia, siano stati fatti anche grazie a delle ricercatrici precarie, che non hanno sentito meno il senso del dovere e la passione per il loro lavoro. Allo stesso modo migliaia di docenti precari continuano a mandare avanti le scuole, adattandosi alle necessità didattiche imposte dalla situazione di emergenza. Abbiamo messo a disposizione le nostre competenze, la nostra professionalità e la nostra passione per non lasciare soli i nostri ragazzi. Abbiamo pensato solo a fare il nostro dovere: garantire il servizio scolastico nonostante tutto.

Incurante di tutto ciò la Ministra Azzolina continua imperterrita a parlare di concorso e di TFA sostegno, senza badare al fatto che il sistema scolastico è totalmente paralizzato da questa emergenza ed in tutta Italia migliaia di docenti si stanno impegnando per non far mancare ai loro studenti la formazione. Approfittando del blocco ad ogni assembramento che di giorno in giorno si fa più forte, e quindi del blocco ad ogni azione di lotta, la ministra prosegue nella sua offensiva contro le decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici precarie della scuola. Non solo, la Ministra ha deciso di tenere aperte le scuole, costringendo il personale ATA a recarsi ogni giorno a lavoro, con i rischi che questo comporta, negando nei fatti il loro diritto alla salute. Non riusciamo proprio a trovare il motivo di tale scelta.

Per fronteggiare questa emergenza sono urgenti i seguenti provvedimenti:

· Chiudere tutte le scuole e tutto l’apparato produttivo non indispensabile senza decurtare un euro dai salari.

· Il personale Ata deve restare a casa salvo eccezioni (istituti agrari e simili). Le operazioni amministrative urgenti vanno garantite con il lavoro da casa.

· Garantire pieno salario a tutti gli educatori ed ai lavoratori delle cooperative di servizi.

· Stabilizzare il personale precario della sanità, della ricerca e dell’istruzione.

Per rimettere al centro della spesa pubblica i lavoratori e i diritti universali come istruzione e sanità, occorre far ripartire in tutto il paese una mobilitazione generale continua il prima possibile, che porti alla STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI, della sanità, della ricerca e dell’istruzione!

Coordinamento Nazionale Precari Scuola

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