CNDA aderisce alla mobilitazione, ma chiede l’abolizione del blocco di 5 anni della mobilità

Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati – Il CNDA accoglie con favore l’invito alla mobilitazione da parte delle sigle sindacali nazionali, consapevole della necessità di salvaguardare il ruolo di mediatore delle Vostre organizzazioni.

La nostra associazione è assolutamente lieta che si siano accese le luci sul mondo della scuola considerato nella sua interezza, per fare cioè il bene non solo degli studenti, ma anche delle migliaia di lavoratori che hanno sempre visto calpestare diritti e professionalità maturati negli anni.

Lo fa, tuttavia, a condizione che anche le problematiche degli abilitati di seconda fascia, sinora completamente dimenticati e abbandonati a sé stessi, possano finalmente trovare spazio e dignità.

Non si può fingere che non esistano precari abilitati di Stato che risultano posizionati in graduatorie concorsuali e che ancora NON hanno ottenuto il ruolo ed esistono docenti di ruolo sbattuti da un capo all’altro della Nazione a cui si chiedono sacrifici enormi con il blocco quinquennale della mobilità.

Sulla base di ciò il CNDA esprime la propria piena fattiva collaborazione alla mobilitazione SOLO quando avremo la certezza che ANCHE le nostre problematiche diventeranno prioritarie tra le rivendicazioni dei sindacati ai tavoli di contrattazione.

Ribadiamo quindi, come ormai da anni, le nostre richieste:
1. Modificare in sede di contrattazione il blocco di 5 anni della mobilità e delle assegnazioni provvisorie.
Tale blocco non esisteva nel momento di iscrizione al nostro concorso, ma è stato imposto successivamente dalle forze di maggioranza ( legge di bilancio 30 dicembre 2018 n. 145 e dal recente decreto 126 da poco convertito in legge) cambiando in modo assolutamente scorretto le regole in corsa. Ricordiamo che la scelta della regione (la più delicata e importante delle scelte al momento dell’iscrizione) è stata effettuata con le regole del bando allora vigenti (che prevedevano possibilità di mobilità e assegnazione provvisoria) e sulle quali ognuno di noi partecipanti ha immaginato e costruito un proprio progetto di vita. Molti di noi, con un’età media vicina ai 50 anni, se costretti a stare lontano dal luogo di residenza per tanti anni, saranno obbligati a rinunciare al ruolo e alla scuola.  L’assurdo è che tutto ciò avviene dopo almeno dieci anni di precariato, proprio quando pensavamo di poterci finalmente rasserenare e stabilizzare. Il diritto alla continuità didattica, lo ribadiamo, non può valere di più del diritto alla mobilità, fondamentale per avere un docente sereno. Tale blocco, può essere eventualmente rivolto ai partecipanti ai nuovi concorsi, oppure a coloro che accettano lo spostamento su base volontaria in una regione diversa dalla propria, perché in questo caso conoscono le regole del gioco prima di spostarsi e possono decidere con serenità se accettarle o meno.
Ma tutto ciò non può essere imposto a cinquantenni che avevano regole diverse.

Noi chiediamo semplicemente che, in sede di contrattazione, venga ristabilita la parità di trattamento tra i partecipanti alla stessa procedura concorsuale e il ripristino delle regole vigenti al momento dell’iscrizione al concorso.

2. Proroga della percentuale dei posti riservati allo scorrimento delle GMR.
Siamo, infatti, VITTIME di lungaggini emerse durante la procedura concorsuale che ci hanno fatto perdere il contingente del 100% delle assunzioni a noi riservato per il 2018.
Il risultato di tali inadempienze ha provocato una enorme perdita di chance.
Noi non vogliamo creare guerre tra poveri ma ancora una volta cambiano le regole in corsa a nostro svantaggio ed in favore di altre categorie.
Appare chiaro pertanto come risulti necessario un provvedimento di proroga di almeno un anno del contingente del 100% riservato alle nostre GMR, le quali, avendo percentuali decrescenti, a regime devono poter avere almeno il 50% dei posti destinati alle procedure concorsuali.

3. Non cancellazione da tutte le altre graduatorie.
Al momento dell’immissione in ruolo, è stata introdotta la cancellazione da ogni altra graduatoria di merito, di istituto o a esaurimento, nella quale si è iscritti […]”.
Tale norma, al contrario di quanto avveniva per i precedenti concorsi quando era consentito permanere in più graduatorie, punisce chi ha fatto più sacrifici per formarsi, conseguire abilitazioni in più cdc e per partecipare a più procedure concorsuali.
Permanere nelle altre graduatorie permette infatti di agire sostanzialmente due diritti:
a) avvicinarsi alla famiglia nel caso in cui lo scorrimento dell’altra graduatoria riguarda posti più vicini rispetto a quelli della prima chiamata.
b) Poter insegnare su una materia che si reputa più vicina alla propria inclinazione e sensibilità, come del resto è sempre avvenuto prima per coloro che sono entrati in ruolo con tutte le precedenti procedure concorsuali.
Appare chiaro, quindi, come la cancellazione da tutte le altre graduatorie sia un provvedimento sbagliato perché vanifica tutti i sacrifici fatti per formarsi e migliorarsi e punisce ingiustamente i più volenterosi e meritevoli.
Tali punti, a costo zero, sono fondamentali, cari Sindacati, per restituire un po’ di giustizia ed equità alla nostra categoria, per troppi anni bistrattata e dimenticata.
E’ giunta l’ora di mostrare agli attori politici che continuamente vorrebbero riformare il mondo scolastico che :
1. Tali riforme, senza l’ascolto attivo dei docenti, non portano a nessun risultato.
2. La classe docente sia essa a tempo indeterminato che determinato merita la giusta considerazione.
3. Le migliaia di precari che orbitano nel mondo scolastico possiedono anni e anni di esperienza funzionale all’uscita dall’emergenza.
Non crediamo più ad una politica che, a parole, dice di voler restituire dignità alla figura del docente quando, nei fatti, veniamo continuamente sviliti e calpestati, resi quasi dei burattini da spostare a piacimento.
Crediamo invece che la Vostra azione debba con forza contrastare questa assurda contrazione di diritti della classe docente che dura ormai da troppo tempo, da troppi anni.

Il CNDA ringrazia le sigle sindacali e si aspetta un pieno coinvolgimento delle problematiche esposte nelle prossime attività sindacali in modo collaborativo e proficuo per la tutela della professione docente svolta da ogni singolo insegnante italiano.
Stateci accanto, cari Sindacati, noi saremo con Voi.

Docenti neoassunti, formazione su didattica digitale integrata. Scegli il corso ideato da Eurosofia per acquisire le nuove, indispensabili competenze