Classi troppo affollate, già sopra 15 alunni ci sono rischi per sicurezza e salute, Pacifico (Anief): “Sciopero inevitabile, non è cambiato nulla”

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“La maggior parte delle classi italiane non sono a norma e in sicurezza, mentre il report del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sullo stanziamento di 22 milioni di euro, intende adeguare solo il 2,9% di classi con oltre 27 alunni. E le altre?”.

A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Intervistato da Italia Stampa, il sindacalista autonomo ha ricordato che “l’ultimo report sul numero di alunni per classe ha evidenziato che se è vero che ve ne sono composte da pochi alunni, a seguito della riduzione della natalità, continuano comunque ad esserci diverse migliaia di classi con numeri iscritti che vanno tra i 15 e i 27”.

Anief ha calcolato che sono almeno 100mila le classi con circa 25 alunni.

“Per questi motivi – continua Pacifico – abbiamo indetto lo sciopero nazionale Anief in occasione del primo giorno di scuola: riteniamo che non è possibile, dopo un anno e mezzo, continuare a ripetere le stesse cose a chi guida la scuola”.

Il sindacato Anief spiega perché occorre mettere mano alle classi scolastiche, aumentando lo spazio fisico delle aule e riducendo il numero di allievi.

“Ci dicono  che quella che abbiamo è una organizzazione scolastica normale, ma la legislazione vigente sulla sicurezza impone anche che per stare nelle regole bisognerebbe avere in aula almeno 1,80-1,90 metri quadrati di spazio ad alunno: questo, di norma non avviene perché nella maggior parte dei casi le nostre aule sono più piccole di 35 metri quadrati. Inoltre, uno studio del Politecnico di Torino realizzato in questo periodo di Covid, proprio sul distanziamento da mantenere negli ambienti chiusi, ci dice che in un’aula di quelle dimensioni non possono stare più di 15 individui, sommando insegnanti e alunni”. Ancora di più in tempo di Covid, con le scuole che potrebbero trasformarsi in focolai.

“Cambiano i governi, ma il risultato – incalza Pacifico – è sempre quello di non avere la revisione delle regole sul dimensionamento scolastico e sul rapporto alunni-classi. E non importa che oggi la maggior parte del personale, oltre il 90%, si sia vaccinato, come pure il 40% degli studenti tra i 12 e 16 anni ed il 63% dai 16 fino a 19 anni. Perché” da settembre nelle scuole “il virus si continuerà a diffondere, quindi chiuderemo le scuole, manderemo tutti in quarantena e riattiveremo la dad. A quel punto – conclude il presidente del giovane sindacato -, visto che si tornerà alla didattica a distanza, qualcuno dovrà spiegare per quale motivo stiamo obbligando tutto il personale ad avere il Green Pass”.

Ancora per due giorni, Anief continua a raccogliere le adesioni ai ricorsi contro il Green Pass da parte di dipendenti e studenti universitari che non accettano la violazione discriminatoria di sottoporsi a tampone ogni due giorni per entrare negli istituti scolastici e negli atenei. Inoltre, continua la raccolta delle firme per la petizionecontro le relative sanzioni, che ha superato le 121mila adesioni. È poi ancora attiva anche la petizione per eliminare l’obbligo del Green Pass tra gli studenti universitari. Un’ulteriore specifica petizione è stata avviata per lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici del personale scolastico.

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