Classi pollaio: sui danni bisogna chiedere alle “vittime”, non ai pedagogisti

di redazione
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Inviato da Gianfranco Scialpi – Classi pollaio, proseguono le audizioni che hanno lo scopo di “convincere” a superare questo obbrobrio. L’altro giorno sono stati ascoltati i pedagogisti. Purtroppo sono inesperti di aule affollate. Occorre convocare le “vittime”.

Classi pollaio, il limite dell’audizione dei pedagogisti

Classi pollaio, prosegue l’impegno Presidente della Commissione Cultura, Istruzione e Scienze della Camera dei Deputati Onorevole Luigi Gallo. Azione supportata dalla passione di un docente, quindi di un esperto di aula scolastica. 

L’altro giorno la Commissione ha ascoltato il parere di alcuni illustri pedagogisti. Nulla da ridire sulle loro dichiarazioni. Purtroppo sanno molto di libri e di aula accademica. In altri termini non ho colto la passione, la rabbia di chi sperimenta il virus delle classi pollaio.
Gli stessi contenuti possono essere espressi più efficacemente da molti docenti che vivono la frustrazione delle classi pollaio. A questo aggiungo che gli insegnanti vittime con i loro studenti delle classi pollaio, hanno molti altri particolari da riferire che sicuramente non possono essere colti e registrati dalla nutrita schiera di inesperti di aule affollate. 

Mi auguro che la Commissione convochi al più presto anche un gruppo di insegnanti qualificati e competenti di classi pollaio.  Spero che si eviti l’errore dello scorso anno (giugno 2018), quando dopo l’ennesimo fatto di cyberbullismo, furono invitati nei diversi talk show inesperti di bullismo online, tranne che i docenti e i referenti al contrasto del fenomeno (Legge 71/17 art. 4 comma 3) che hanno a che fare ogni con il disagio giovanile virtuale.

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