Classi pollaio, si riparte con gli stessi problemi. Pacifico (Anief): “Si poteva risolvere investendo e utilizzando i fondi del Pnrr”

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Nonostante il calo demografico conclamato, che comporta ogni anno ben oltre 100mila alunni iscritti in meno nelle nostre scuole, si continuano a mantenere in vita i parametri legati al dimensionamento imposto dalla legge 133 del 2008, firmata dai ministri Tremonti e Gelmini, che per esempio prevede per le classi della scuola secondaria di secondo grado almeno 27 alunni.

Ciò comporta il mantenimento in vita di oltre 10-15 mila classi con oltre 26/27 alunni, chiamate appunto “classi pollaio”.

Il sindacato Anief da anni propone, inascoltato, di stabilire parametri di formazione delle classi con al massimo 20 alunni oppure 15 in presenza di un disabile. “Questo porterebbe a un sicuro miglioramento della didattica e a una personalizzazione dell’offerta formativa. Si potevano utilizzare i fondi del Pnrr per introdurre criteri differenti e più consoni a una didattica ottimale, finalizzata a un apprendimento migliore. Ciò avrebbe certamente portato a un conseguente aumento dell’organico, sia di docenti che Ata”, ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief.

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