Classi pollaio, oggi audizione Anief alla Camera

di redazione
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Comunicato Anief – La Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Montecitorio riceverà in audizione informale i rappresentanti dei sindacati del comparto Scuola, tra cui l’ANIEF, proprio nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge C. 877 Azzolina: Disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole. Marcello Pacifico (Anief): Occorre debellare una situazione vergognosa, tutta italiana, che intacca la formazione degli alunni, a partire dai disabili, e mette a dura prova la professionalità dei docenti

Quello delle classi con un alto numero di alunni, le cosiddette classi “pollaio”, è uno dei punti su cui il governo giallo-verde, in particolare il M5S, si è impegnato pubblicamente. Nei giorni scorsi, in un video su Facebook, l’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione della Camera, ha dichiarato che sono moltissimi gli istituti non a regola.

I NUMERI PARLANO DA SOLI
In base ad alcune anticipazioni, risulta che il fenomeno è più vasto di quanto si pensi, con circa 20 mila classi oversize: per la scuola dell’infanzia, ad oggi, vi sono 4.899 classi con 26-30 alunni; 88 classi con 31-34 alunni; 212 classi con più di 34 alunni. Per la scuola primaria: 4.945 classi con 26-30 alunni; 29 classi con 31- 34 alunni; 19 classi con più di 34 alunni. Per la scuola secondaria di I grado: 7.251 classi con 26-30 alunni; 65 classi con 31-34 alunni; 15 classi con più di 34 alunni. Per la scuola secondaria di II grado: 1.310 classi con 31-34 alunni; 267 classi con più 34 alunni.

Sul piano pratico, queste situazioni si realizzano con dei casi limite che non hanno bisogno di commenti: la classe-record formata da 37 alunni a Milano, quella con 30 allievi nel Vicentino in presenza di un alunno con disabilità grave, e altre situazioni critiche sulla costa adriatica, oltre a Genzano, in Lucania, con un’aula che ospita 26 alunni in presenza di precarie condizioni di sicurezza.

L’AUDIZIONE ALLA CAMERA DEL 26 FEBBRAIO
Proprio su questo tema, su come stroncare una volta per tutte il fenomeno delle classi pollaio, la VII Commissione Cultura della Camera sta esaminando una proposta di legge attraverso la quale si vorrebbe introdurre un limite tassativo, pari a 22 alunni per classe, peraltro da ridurre in presenza di uno o più alunni disabili, specie se con disabilità certificata grave: si tratta del ddl n. 877, a prima firma dell’on. Lucia Azzolina (M5S), presentato nel luglio scorso.

Oggi, 26 febbraio, alle 12.30, la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Montecitorio riceverà in audizione informale i rappresentanti dei sindacati del comparto Scuola, tra cui l’ANIEF, proprio nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge C. 877 Azzolina: Disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole.

LE PREMESSE DI MARCELLO PACIFICO (ANIEF)
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “occorre fare di tutto per debellare una situazione vergognosa, tutta italiana, che intacca la formazione degli alunni e mette a dura prova la professionalità dei docenti; il fenomeno registra, purtroppo, circa 500 classi che accolgono oltre 34 studenti, generando rischi per la sicurezza ed esponendo anche i dirigenti scolastici a un accentuarsi delle loro responsabilità. Senza dimenticare che le cosiddette classi pollaio vanno a calpestare i diritti degli alunni diversamente abili, che necessiterebbero di spazi adeguati, diverse programmazioni, azioni educative e valutazioni personalizzate”.

All’interno dell’operazione verità, lanciata proprio in questi giorni da Anief, un ruolo importante è riservato proprio al superamento di questo genere di classi, fenomeno che, ricordiamo, contraddice il D. P. R. del 20 marzo 2009 n. 81 art. 5, comma 2, in base al quale “le classi iniziali delle scuole e istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno o da altro personale operante nella scuola”).

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