Classi pollaio, l’allarme di una preside: “Situazione critica per settembre, serve intevenire”

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Pochi giorni e il governo Draghi vedrà la luce. Che sia ministro politico o tecnico, poco cambia, in realtà, per quanto riguarda i dossier che si troverà ad esaminare. 

Così come segnala Il Sole 24 Ore, uno dei più urgenti riguarda sicuramente le classi pollaio, anche alla luce della situazione riguarda il Covid-19.

Così Cristina Costarelli, dirigente scolastico del liceo scientifico Newton di Roma: “Arrivati quasi alla fine di un anno Covid, in cui abbiamo affrontato il problema classi sovraffollate, è come se nulla fosse successo. Ricominceremo a settembre con il 50% in classe e il 50 a casa, o al massimo arriveremo al 70. Io – aggiunge – ho in media aule che contengono 22-23 ragazzi e formo classi da 27-30. Una situazione che non riguarda solo Roma ma altre grandi città come Milano e Napoli”. 

C’è da aggiungere he nel rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli  viene rilevato che le classi prime alle superiori con più di 30 studenti sono l’1%, mentre la media alla primaria è di 19 alunni per classe, di 21 alle medie e di 22 alle superiori (qui si va dalla media più bassa di 19 in Sardegna alla più alta di 22,7 in Lombardia).

Un fenomeno che rende l’orientamento dei ragazzi un’altra priorità che il futuro esecutivo non può ignorare.

Le classi pollaio più forti del covid: il prossimo anno anche 30 alunni in aula alle superiori?

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