Classi pollaio, in alcune regioni è emergenza: fino a un docente ogni 11,99 alunni e aule con 30 studenti

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Le classi pollaio? Per il ministro Bianchi non sono il vero problema. E in effetti in alcune regioni non ci sono numeri preoccupanti. Ma in altre invece, il fenomeno sovraffollamento delle aule è proprio un’emergenza.

Emilia Romagna, ma anche Sicilia, Campania e Puglia, sono le Regioni che stanno segnalando al Ministro le proprie preoccupazioni.

Nella Regione amministrata da Stefano Bonaccini, c’è un docente ogni 11,6 studenti contro una media nazionale di 10,8., riporta Il Fatto Quotidiano. Ciò significa avere 25-30 studenti per classe.

Se da un alto questi numeri non sarebbero veramente fuori norma, dall’altro si scontrano con gli spazi delle aule, che dunque trasformano una classe a norma in una sovraffollata.

In Sicilia, la media è di un docente ogni 11,99 alunni: in questi anni il tasso è stato ridotto ma la strada per arrivare all’obiettivo nazionale è ancora lunga.

Anche in Puglia situazione non facile. Lo conferma l’assessore all’Istruzione, Sebastiano Leo che a IlFatto Quotidiano.it spiega: “I nostri numeri (10,8-11 studenti per docente) per quanto leggermente inferiori rispetto ad altre regioni, sono preoccupanti se considerati in relazione al tasso di dispersione scolastica che in Puglia è ben più alto rispetto all’Emilia Romagna. Abbiamo messo in campo, in quest’ottica, un progetto straordinario di quaranta milioni di euro che dall’anno prossimo cercherà di contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e della dispersione”.

Anche in Campania preoccupa il fenomeno classi sovraffollate, con l’assessore all’Istruzione regionale che spiega:Alle secondarie di secondo grado ne abbiamo tante ma il problema è che se dai una classe a un Comune montano con dodici alunni poi te ne ritrovi una a Napoli con trenta”.

Nonostante il Lazio sia fra le regioni con numeri contenuti di alunni per classe, l’assessore Claudio Di Bernardino ammette: “Sicuramente nell’ambito delle riforme del Pnrr occorrerà rivedere anche le norme che regolano il numero degli alunni per classe. E’ vero che il buon insegnamento passa dalla competenza dei docenti ma è chiaro che anche le strutture e gli spazi devono essere adeguati per migliorare la qualità dell’istruzione dei nostri studenti”.

Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nei giorni scorsi ha ribadito il suo punto di vista: “Abbiamo sicuramente un problema di aule sovraffollate, ma abbiamo anche classi in cui c’è difficoltà ad attivare le prime. Su questi è necessario lavorare con una visione più ampia e lunga”.

In precedenza, Bianchi aveva infatti detto: “Lo sopuò sembrare un paradosso, ma il problema non è la classe numerosa a Bologna, ma dove ci sono pochi alunni. Se ho una classe con 3 bimbi questo può diventare un problema”.

Lo stesso numero uno di viale Trastevere a fine 2021 aveva parlato di un fenomeno del 2,9%, ma la Flc Cgil, sulla base dei numeri ministeriali, ha calcolato che gli studenti che studiano in aule troppo affollate sarebbero 254 mila.

Secondo il XIX Rapporto ”Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato da Cittadinanzattiva, sarebbero 17mila classi con più di 25 tra bimbi e ragazzi; il problema è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).

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