Classi pollaio: è ora di ridurle, anche didattica a distanza funzionerebbe meglio. Lettera

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inviata da Caterina Diemoz – Leggo ora l’annuncio della ministra Azzolina: “lavoreremo nell’ottica della riduzione del numero degli alunni per classe”.

Evito di soffermarmi sulle miriadi di disperati quanto vani appelli di questi anni per la riduzione di alunni nelle classi, e arrivo al dunque.

Chiedo che la Ministra faccia il possibile affinché la sua “ottica” non resti vana promessa,  e affinché la riduzione riguardi indistintamente  tutte le classi che ne hanno bisogno: di ogni ordine e grado, comprese le attuali di 28-30 alunni che  necessitano di essere ridotte come e più delle altre.
In questi giorni ho letto numerose lettere di colleghi impegnati, come tutti noi, nelle lezioni a distanza.
Da molte emerge una verità inequivocabile: la maggioranza degli studenti volonterosi esige dai suoi docenti che lavorino, e valutino il suo operato anche da casa.
Al contrario, la minoranza cosiddetta “fragile” (o maggioranza, nel caso delle realtà scolastiche meno fortunate) semplicemente scompare.
Scompare dietro il microfono che non funziona o la videocamera che anche quando funziona non viene accesa, o la mancata connessione, o il pc rotto o altro ancora.
Così, a me pare evidente che la mancata riduzione di alunni per classe abbia pesantemente contribuito a ridurre l’efficacia di qualsiasi didattica a distanza, contribuendo a rendere la categoria di studenti sopra descritta ancora più invisibile al nostro sguardo.
Se poi a questo si aggiunge che le previsioni più accreditate per il prossimo anno scolastico ci parlano di una prosecuzione, anche solo parziale, delle lezioni a distanza, vorrei che la Ministra e i suoi collaboratori si convincessero – una volta per tutte – dell’urgenza di provvedimenti non più procrastinabili.
E che afferrino finalmente il toro per le corna, affinché la tanto invocata “scuola di tutti” smetta di essere vuota chiacchiera e divenga almeno un concreto obiettivo umilmente perseguito.

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