Classi pollaio, Costarelli: “Non è solo una questione di numeri, ma ci sono gravi ripercussioni sul piano didattico”

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Il sistema educativo italiano affronta sfide annose, con il precariato docente e le classi sovraffollate che continuano a minare la qualità dell’istruzione e il diritto allo studio.

Cristina Costarelli, preside del Liceo Scientifico Isacco Newton di Roma e presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio, mette a fuoco la situazione in una recente intervista all’Adnkronos.

Le cattedre vuote rappresentano una ferita aperta nel tessuto educativo nazionale. Secondo Costarelli, la radice del problema risiede nella mancanza di posti disponibili per i docenti di ruolo, causando una prolungata situazione di precariato per molti insegnanti. “È fondamentale risolvere il problema strutturale dei posti non disponibili, legato a questioni di bilancio”, sottolinea la preside. Inoltre, denuncia la lentezza nella convocazione dei supplenti annuali, che dovrebbero essere presenti in aula già a settembre. Nonostante qualche miglioramento a Roma quest’anno, la situazione rimane critica con studenti che non possono seguire alcune discipline a causa della mancanza di professori. La situazione si aggrava per gli alunni con disabilità che attendono ancora il docente di sostegno o che si trovano con supplenti destinati a cambiare presto.

Il sovraffollamento delle classi, noto come fenomeno delle ‘classi pollaio’, è un altro grande dilemma. Costarelli evidenzia come questa situazione non sia uniforme su tutto il territorio italiano, ma più accentuata nelle scuole superiori e nelle grandi città. Al Liceo Newton di Roma, alcune classi contano 30-31 studenti, ben al di sopra della capienza ideale di 23-24 alunni. “Non è solo una questione di numeri”, avverte la dirigente, “ma ha gravi ripercussioni sul piano didattico”.

In classi così numerose, è quasi impossibile per un insegnante attuare una personalizzazione dell’insegnamento e prestare attenzione ai bisogni individuali degli studenti. Questo contribuisce alla problematica della dispersione e dell’abbandono scolastico, rendendo difficile rispettare le normative vigenti in materia di orientamento educativo.

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