Classi pollaio, con la Legge di Bilancio si vogliono cancellare solo quelle dei territori più disagiati. Anief non ci sta: vanno debellate tutte

WhatsApp
Telegram

C’è anche il timido tentativo di ridurre la portata delle classi pollaio nell’ultima bozza della Legge di Bilancio 2022, ora composta da 219 articoli, che nelle prossime ore approderà al Senato: si tratta della deroga alle dimensioni delle classi, al fine di contrastare il fenomeno delle aule sovraffollate e garantire il diritto allo studio, specialmente per gli studenti con maggiori difficoltà.

La disposizione è collocata nell’articolo 112, nella quale si legge che “al fine di favorire l’efficace fruizione del diritto all’istruzione anche da parte dei soggetti svantaggiati collocati in classi con numerosità prossima o superiore ai limiti previsti a normativa vigente, il Ministero dell’istruzione è autorizzato, nei limiti di cui alla lettera d) del comma 2, a istituire classi in deroga alle dimensioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81”. La deroga, però, si adotterà solo “nelle scuole caratterizzate da valori degli indici di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica individuati con il decreto di cui al comma 2 e nel limite delle risorse strumentali e finanziarie e della dotazione organica di personale scolastico disponibili a legislazione vigente”.

 

Il sindacato Anief reputa la scelta fatta da Governo davvero minimale rispetto all’esigenza delle nostre scuole: le classi con oltre 27 alunni sono circa 10mila; quelle tra i 25 e i 27 iscritti alcune decine di migliaia; infine ci sono almeno 100mila le classi con circa 25 alunni.

Pensare di risolvere il problema dando delle deroghe nella formazione delle classi solo in casi estremi serve a ridurre l’apice del problema ma non certo a estirparlo”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Quello che ci attendevamo, ancora di più ora che stanno arrivano i finanziamenti del Pnrr – continua Pacifico – è un provvedimento capillare per sdoppiare tutte le classi e arrivare ad avere non più di 15 alunni per classe, in casi eccezionali non oltre 17-18. È una esigenza che con la pandemia è diventata impellente, ma già le norme vigenti sulla sicurezza imporrebbero aule scolastiche con almeno 1,80-1,90 metri quadrati di spazio ad alunno: una condizione che in piccole aule, che in media si collocano tra i 35 e i 40 metri quadrati complessivi, viene quasi sempre sistematicamente elusa”.

 

Anche un recente studio del Politecnico di Torino, realizzato proprio durante la pandemia per verificare il distanziamento da mantenere negli ambienti chiusi, ci ha detto che in un’aula di quelle dimensioni non possono stare più di 15 individui. Pensare di sdoppiare solo qualche classe pollaio, collocati in territori disagiati e dove l’abbandono scolastico è alto – conclude Pacifico -, rischia di rappresentare solo l’inizio di un percorso che chissà quando si compirà”.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur