Classi pollaio, Anief: verificheremo numeri in ogni istituto

di redazione
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Comunicato ANIEF – L’on. Luigi Gallo, presidente della VII Commissione alla Camera, anticipa dati sulle classi pollaio che presto saranno ufficializzati.

Numeri choc negli istituti di ogni ordine e grado di tutto il territorio nazionale, con circa 500 classi che hanno oltre 34 studenti per aula. Marcello Pacifico, presidente Anief, all’attacco: “Negli ultimi mesi abbiamo lottato con tutte le nostre forze affinché l’annosa situazione trovasse una soluzione. Si tratta di dati allarmanti che mettono in serio pericolo il giusto andamento delle lezioni, oltre a rappresentare un rischio per la sicurezza e l’incolumità di insegnanti e discenti. Inoltre non dimentichiamo gli alunni disabili, che necessitano di misure consone alla loro condizione, Per questo rilanciamo la nostra Operazione Verità, in cui invitiamo tutte le Rsu a richiedere all’indirizzo [email protected] la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico e avere informazioni dettagliate, istituto per istituto”

In un video su Facebook in cui parla delle classi pollaio, l’on. Luigi Gallo, presidente della VII commissione (cultura, scienza e istruzione), ha dichiarato che sono moltissimi gli istituti non a regola; ha, altresì, annunciato che a breve saranno pubblicati i dati sul sito della Camera, dando delle anticipazioni. Per la scuola dell’infanzia: 4.899 classi con 26-30 alunni; 88 classi con 31-34 alunni; 212 classi con più di 34 alunni. Per la scuola primaria:4.945 classi con 26-30 alunni;29 classi con 31- 34 alunni; 19 classi con più di 34 alunni. Per la scuola secondaria I grado: 7.251 classi con 26-30 alunni;65 classi con 31-34 alunni;15 classi con più di 34 alunni. Per la scuola secondaria di II grado:1.310 classi con 31-34 alunni;267 classi con più 34 alunni.

Infatti qualche giorno fa, come riporta la stampa specializzata, è stata “avviata la discussione in VII Commissione Cultura della Camera sulla proposta di legge volta a superare le cosiddette classi pollaio”, secondo la quale ogni scuola dovrebbe rispettare un limite, che diminuisce ulteriormente in presenza di uno o più alunni disabili, specie se con disabilità certificata grave.

Il tema delle classi pollaio è, quindi, sempre più al centro del dibattitto nazionale e ancora una volta Anief è in prima linea nel condurre questa battaglia doverosa e necessaria che interessa e investe l’intero territorio nazionale. Qualche giorno fa il sindacato ha accolto con soddisfazione ed entusiasmo la volontà del Movimento 5 Stelle di occuparsi del problema dell’alto numero di studenti per classe. Ieri però è arrivata la doccia fredda; infatti la proposta di legge sul superamento delle classi pollaio non potrà vedere la luce nel 2019/20 per mancanza di coperture.

Quindi, anche per il prossimo anno scolastico, rimarrà lo spettro delle classi pollaio: ricordiamo dei veri e propri casi limite che hanno destato scalpore nell’opinione pubblica, come la classe-record formata da 37 alunni a Milano, quella con 30 allievi nel Vicentino in presenza di un alunno con disabilità grave, e altre situazioni critiche sulla costa adriatica, oltre a Genzano, in Lucania, con un’aula che ospita 26 alunni in presenza di precarie condizioni di sicurezza.

“I numeri che apprendiamo dal presidente Gallo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci lasciano basiti, ma ci confermano ciò che temevamo. Descrivono una situazione vergognosa che intacca la formazione degli alunni e mette a dura prova la professionalità dei docenti. Inoltre genera rischi inerenti alla sicurezza, questione che espone anche i dirigenti scolastici a un accentuarsi delle loro responsabilità. Altresì il dilagare delle classi pollaio non tiene conto della tutela degli alunni diversamente abili, che necessiterebbero di spazi adeguati, diverse programmazioni, azioni educative e valutazioni personalizzate”.

All’interno dell’operazione verità lanciata proprio in questi giorni da Anief un ruolo importante è riservato proprio al superamento delle classi pollaio, fenomeno che, ricordiamo, contraddice il D. P. R. del 20 marzo 2009 n. 81 art. 5, comma 2 (“Le classi iniziali delle scuole e istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno o da altro personale operante nella scuola”).

Invitiamo tutte le Rsu– conclude il presidente Pacifico – a richiedere all’indirizzo [email protected] la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico per avere informazioni dettagliate, istituto per istituto. È necessaria un’indagine specifica, volta ad accertare il rispetto della normativa vigente sulla sicurezza e sui limiti massimi che vorrebbero non più di 25 alunni per classe in presenza di un alunno con disabilità, di 20 con due alunni disabili o in presenza di una singola disabilità certificata grave”.

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