Classi pollaio addio, Anief: sì della Camera e nuovo emendamento al decreto Rilancio

Stampa

Anief – L’Aula di Montecitorio esprime parere favorevole all’ordine del giorno che prevede un piano di cancellazione delle 20 mila classi con 30 e più alunni iscritti, in linea con il disegno di legge avviato nel settembre 2018 dall’attuale ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Intanto, sempre ieri il M5S ha presentato un emendamento al Decreto Rilancio, che ha obiettivi analoghi, resi ancora più impellenti dai rischi contagio del Covid-19.

Marcello Pacifico (Anief): “Quella di ridurre il numero di alunni per classe e di spazzare via le classi pollaio è una necessità che la scuola deve assolutamente affrontare: per raggiungere lo scopo, prima di tutto serve integrare l’organico, predisporre delle aule nuove per le classi che si verranno a formare, immettere in ruolo direttamente da graduatoria d’istituto trasformate in provinciali. Anche per questi motivi abbiamo deciso lo stato di agitazione di tutto il personale e non escludiamo di arrivare allo sciopero del comparto scolastico”.

Prosegue alla Camera l’iter di approvazione sulla formazione delle classi con non più di 22 alunni (20 ove siano presenti alunni disabili): si tratta del disegno di legge 877 il cui approdo nella commissione ha preso il via due anni fa presso la Commissione Cultura della Camera, e la cui prima firmataria è stata l’on. Lucia Azzolina, attuale ministro dell’Istruzione: il provvedimento si pone l’obiettivo di cancellare gli effetti della legge 133/2008 da cui derivarono all’epoca il piano programmatico Tremonti-Gelmini e il DPR 81/2009 sui nuovi parametri per la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado.

Nella giornata di ieri, 4 giugno, il M5S ha presentato un emendamento al Decreto Rilancio, il 2500, che ha obiettivi analoghi, resi ancora più cogenti dalla pandemia da coronavirus. Si tratta, hanno spiegato i pentastellati, di “una soluzione dettata dall’emergenza”. L’emendamento prevede che vi sia da parte del Collegio dei docenti la presentazione di un piano didattico-organizzativo per la revisione dei criteri per la formazione delle classi e per il conseguente adeguamento dei piani di studio e dei relativi orari.

EMENDAMENTO AC 2500

Articolo 231

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

<< 5-bis. Al fine di fronteggiare gli effetti negativi conseguenti all’emergenza epidemiologica e garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, il Collegio dei docenti elabora un Piano didattico-organizzativo per la revisione dei criteri per la formazione delle classi e per il conseguente adeguamento dei piani di studio e dei relativi orari, per l’anno scolastico 2020/2021, in deroga a quanto previsto dall’articolo 64, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ai fini della costituzione di classi nelle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, con un numero di alunni inferiore a quanto ivi previsto in particolar modo nelle zone maggiormente colpite dal COVID-19 e nelle classi in cui sono presenti alunni con disabilità, con lo scopo di garantire il rispetto delle misure di distanziamento sociale. Le misure previste dal Piano didattico-organizzativo possono essere integrate da modalità di didattica a distanza e attività didattiche da svolgere all’aperto, in spazi sia interni diversi dall’aula, sia esterni alla scuola. Il Piano didattico-organizzativo è elaborato dal Collegio dei docenti e adottato dal Consiglio di istituto entro e non oltre la data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021. All’attuazione delle disposizioni di cui alla presente lettera, si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica né incrementi di dotazioni organiche.»

Relazione Illustrativa

La riduzione del numero di alunni per classi si profila come misura necessaria per facilitare il rispetto delle indicazioni di distanziamento sociale e per la salvaguardia delle condizioni igienico-sanitarie degli ambienti. Soprattutto in presenza di alunni con disabilità certificata ai sensi della L.104/1992 e nelle zone maggiormente colpite dall’emergenza, tale misura appare indispensabile per facilitare la condivisione delle aree in sicurezza. Inoltre, la riduzione dei numeri di alunni per classe può rivelarsi utile sotto il profilo didattico e socio-relazionale, in quanto può facilitare i processi di apprendimento, la personalizzazione dei percorsi e favorire l’inclusione degli alunni nel gruppo-classe. A tal fine, la proposta emendativa propone la redazione di un Piano didattico-organizzativo finalizzato alla revisione dei criteri per la formazione delle classi e la conseguente razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi orari. Si prevede, inoltre, la possibilità di adottare modalità di didattica a distanza e svolgere attività didattiche all’aperto. Si prevede, infine, che il Piano didattico-organizzativo sia elaborato dal Consiglio di istituto e deliberato dal Collegio dei docenti entro e non oltre la data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021, al fine di adottare le misure organizzative nei tempi utili per garantire un adeguato inizio dell’anno scolastico.

COSA CONTIENE IL DDL 877 AZZOLINA

I limiti di cui parla il disegno di legge Azzolina dovrebbero valere per le classi iniziali, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia e si accompagnano ad una norma di carattere generale che prevedere che “la dotazione organica complessiva definita annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali si basi, altresì, sulla distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi diminuendo il rapporto medio, a livello nazionale, alunni/classe di 0,40, da realizzare nel triennio 2019-2021”. Secondo Azzolina e gli altri firmatari, tra cui anche Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura della Camera, dal provvedimento deriverebbero indubbi benefici, a partire dalla possibilità di eliminare il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio”.

Le norme in vigore consentono invece la formazione di classi di 36 alunni. “Nelle scuole secondarie di secondo grado – si legge infatti nella relazione accompagnatoria – è attualmente possibile comporre classi di 33 alunni; se poi si tiene conto della possibilità di derogare fino al 10 per cento al numero massimo degli alunni per classe, prevista dall’articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, è facile comprendere come ad oggi sia legittimo e pienamente conforme alla legge comporre sezioni con ben 36 alunni”.

“Rivedere il rapporto alunni/docente – si legge ancora nella relazione – inciderebbe molto positivamente sulla qualità della didattica poiché avere meno studenti da seguire permetterebbe al docente di dedicarsi individualmente con maggiori attenzione e solerzia ai suoi allievi. Oltre a pregiudicare la formazione degli alunni, il fenomeno delle classi pollaio non consente infatti la piena integrazione dei ragazzi disabili”.

Se si considera che nella scuola italiana sono inseriti 700mila alunni con bisogni educativi speciali, e cioè il 9% dell’intera popolazione scolastica, “come si può pensare – concludono i presentatori del ddl – che i docenti italiani riescano a garantire un’elevata qualità della didattica dovendo anche, in un contesto di sovraffollamento, farsi carico in prima persona di situazioni di disagio e di deficit tramite l’elaborazione di piani didattici personalizzati?”

Ma quanto costerebbe l’operazione proposta dai parlamentari del M5S? Si tratta di 338.500.000 euro per l’anno 2019, 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020, 1.715.100.000 euro per l’anno 2021 e 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022. Come dire che non sono bruscolini. Si tratta quindi di capire che cosa ne dirà il ministero dell’Economia che dovrà provvedere alla copertura finanziaria del progetto.

Stampa

Preparazione concorsi e TFA Sostegno con CFIScuola!