Classi numerose in tempo di norme anti-pandemia? Lettera


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Inviata da Serena Incerpi – Carissima Ministra, buonasera. Sono una docente di francese di Scuola Secondaria di Primo grado. Ho seguito con molta apprensione la sua conferenza stampa di venerdì 26 giugno e ,devo dire, ho sentito un discorso che mi ha fatto molto piacere.

Finalmente un ministro che dice la verità, che dice che NON SI possono avere classi di trenta alunni, pena il non poterli seguire adeguatamente, riconoscendo i loro stili di apprendimento al fine di un lavoro metodico e ben costruito. Chiunque insegni, anche solo da un giorno, sa benissimo che non si possono avere classi troppo numerose, per fare bene il nostro lavoro, dato che se si hanno troppi ragazzi non si può individualizzare la didattica, come invece ovviamente è possibile con classi esigue: ogni alunno è a sé, e questo il docente lo sa. Devono saperlo anche i Ministri, per questo ho finalmente accolto con un sospiro di sollievo il suo discorso. Purtroppo però, le sue parole, cozzano con alcune realtà veramente tristi: solo nella nostra provincia, Pistoia, l’usp ha accorpato le classi e abbiamo anche classi di 27 alunni, alle scuole Secondarie di Secondo grado. Inoltre abbiamo un taglio di 41 cattedre. Allora mi chiedo, e ci chiediamo, perché se da una parte Lei giustamente parla di un netto NO alle classi pollaio, ci sono USP che in barba alle norme anti-pandemia e a qualsiasi raziocinio, le formano? Non c’è comunicazione tra il Miur e gli Usp? In tempo di covid non si può assolutamente sentire “classi di 27 alunni”, in aperto contrasto con le norme dettate dai vari DPCM.

Spero che Lei sia a conoscenza della situazione e voglia aiutarci. Ha detto che in estate girerà per i vari USR. Spero che vada anche negli usp a vedere come la situazione si delinea, perché siamo molto arrabbiati e preoccupati, dato che teniamo moltissimo alla qualità del nostro lavoro. Come lei ha ben ribadito, Ministra, insegnare non è dare solo nozioni, ma è fare una didattica diversa, innovativa, vera. Ecco, però per mettere in pratica queste belle parole, abbiamo bisogno di fatti, e di numeri. Numeri bassi, mi creda. Già una classe di 20, in tempo di distanziamento e di recupero di apprendimenti persi, darà da fare, figuriamoci di trenta. E’ irricevibile, da parte del mondo docente e dei genitori, lo spauracchio di classi numerose. Confido e confidiamo nel suo controllo sull’andamento della situazione. Cordiali Saluti

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