Classi dedicate alle discipline, sono gli studenti a muoversi e non i docenti: è fattibile nella tua scuola? Le “Classi senza aule”, scarica studio fattibilità ed esempio di piantina delle classi

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Innovare è possibile! Come? Ci ha provato l’Istituto Comprensivo Statale “Paride Del Pozzo di Pimonte (in provincia di Napoli) con uno specifico progetto denominato “Classi senza aule”.

Il tutto partendo da alcune frasi ricorrenti che si pronunciano quando si parla di scuola secondaria di I grado: la scuola non funziona; le «medie» sono l’anello debole della scuola italiana; i giovani sono demotivati e disinteressati. Partiamo da una frase celebre: «Follia è fare sempre le stesse cose ed aspettarsi risultati diversi» (Albert Einstein).

La giornata di studenti e alunni nell’organizzazione tradizionale

“Da sempre, in Italia, la scuola “media” (secondaria di 1° grado) è organizzata con gruppi di ragazzi (classi) che sostano in un’aula specifica (aula della classe) in attesa che, uscito un docente, ne entri un altro” si legge nel documento progettuale dell’Istituto Comprensivo Statale “Paride Del Pozzo di Pimonte (NA) che già qualche anno addietro aveva pensato a rivoluzionare la tradizionale organizzazione della giornata (non solo per gli alunni, ma anche per i docenti). “Ogni ragazzo ascolta le lezioni seduto nel proprio banco, lo stesso, per ore, giorni, anni. Davanti a se ha una cattedra, una lavagna (e/o una LIM), una cartina geografica (magari storta o rotta) le stesse, per ore, giorni, anni. La vita dei docenti è diversa. Arrivati a scuola, iniziano a spostarsi nelle diverse aule e, in media, cambiano aula ogni due ore. Con sé possono portare solo lo stretto indispensabile, perché questo perenne migrare li costringe a rendere il materiale didattico il più essenziale possibile. La scuola “media” è così, da così tanto tempo, che ci sembra tutto normale”.

Il desiderio è di cambiare radicalmente il luogo in cui si lavora

Con questo progetto, la scuola Secondaria di I grado dell’I.C. “Paride Del Pozzo”, era il 2017, ha pensato che fosse giunto il momento di cambiare un po’ quelle che erano (e in parte sono in molte scuole) le regole del gioco, perché l’organizzazione della scuola “media” (la secondaria di Primo Grado) “limita la possibilità di innovare la didattica, limita la voglia di affrontare efficacemente i problemi dei ragazzi con difficoltà di apprendimento e con scarsa motivazione scolastica. Il desiderio è di cambiare radicalmente il luogo in cui si lavora, per mettersi in gioco e dimostrare che è possibile immaginare una scuola secondaria di Primo grado più bella e più efficiente. Questi sono i presupposti dai quali nasce l’idea di “Classi senza Aule”. Attuandolo si vuole migliorare la vita scolastica dei ragazzi e dei docenti”.

La scuola senza aule e i tanti «studi attrezzati»

In una scuola senza aule – si legge nel progetto dell’Istituto Comprensivo Statale “Paride Del Pozzo di Pimonte (NA) con uno specifico progetto denominato “Classi senza aule” – i docenti rimangono nella loro aula disciplinare mentre sono gli studenti che, ad ogni cambio di orario, cambiano ambiente. Ogni classe non ha più un’aula propria ma è il docente ad avere un suo «studio attrezzato», costruito come l’abito di un sarto: su misura. È un’aula che il docente può, finalmente, addobbare secondo la propria sensibilità educativa. E’ un’aula bella, colorata, curata, attrezzata con strumenti specifici per insegnare la materia. E’ un’aula che, finalmente, si arricchisce di tutti quegli strumenti che ogni docente è sempre stato costretto a trasferire in continuazione da casa a scuola, e da scuola a casa. E’ un’aula in cui possono nascere piccoli angoli attrezzati per i ragazzi con disturbi dell’apprendimento. Centrale è il ruolo del movimento degli studenti.

Gli ambienti scolastici diventano spazi laboratoriali, ambienti di apprendimento

Gli ambienti scolastici diventano spazi laboratoriali, ambienti di apprendimento dove è più facile che l’approccio divenga di tipo operativo, in cui le maggiori responsabilità pratiche (cura del materiale, del rispetto dei tempi, organizzazione del lavoro) favoriscono una migliore sedimentazione delle conoscenze apprese e maggiore quantità di competenze acquisite. L’aula si propone, quindi, come luogo di formazione, sviluppo e valorizzazione di competenze e potenzialità.

Possibili difficoltà previste

  1. Mancanza di armadietti da disporre nei corridoi dell’istituto, in cui i ragazzi potranno depositare i propri libri e strumenti didattici.
  2. Mancanza di risorse a disposizione per l’acquisto degli arredi necessari per realizzare a pieno questo nuovo tipo di organizzazione. Per il momento la sperimentazione avviene utilizzando i vecchi arredi e materiali presenti nell’Istituto.
  3. Organizzazione dell’orario scolastico.
  4. Organizzazione degli spostamenti dei ragazzi.

Soluzioni proposte

  1. Regolamento da condividere con i genitori e il primo giorno di scuola con gli alunni.
  2. I docenti attraverso un questionario potranno interrogarsi sulle attrezzature necessarie per incrementare gli stimoli educativi nelle proprie aule.  
  3. Ricercare eventuali sponsor per il recupero di attrezzature e/o materiali necessari, armadietti compresi.

Monitoraggio del progetto

Il progetto “Classi senza aule” sarà valutato:

  1. dagli studenti e dalle famiglie per quanto riguarda la motivazione, la socializzazione, l’apprendimento e il benessere  scolastico;
  2. dai docenti per quanto riguarda il cambiamento nella propria competenza d’insegnamento; il cambiamento nelle competenze relazionali; l’efficacia del percorso in base ai risultati di apprendimento degli studenti; la qualità del percorso in rapporto all’offerta formativa della scuola.

La Dirigente Scolastica valuterà: 

  1. la modificazione negli atteggiamenti, comportamenti e apprendimenti degli studenti e dei docenti; 
  2. la trasferibilità delle conoscenze e delle strategie apprese durante la realizzazione del progetto.

Scarica lo studio di fattibilità

Esempio di piantine

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