Classe da 31 alunni, 5 con disabilità e 12 con disturbi apprendimento, TAR: va sdoppiata. Vincono i genitori. Sentenza

Il Tar per il Lazio, Sezione III Bis, con la Sentenza n. 7920 del 10 luglio 2020, ha accolto il ricorso dei genitori di una II composta da 31 alunni, i quali avevano chiesto l’annullamento del provvedimento con cui era stata formata la classe, in quanto privo della necessaria motivazione inerente la garanzia del diritto allo studio a tutti gli alunni, alla luce della peculiare situazione in cui versava la stessa classe, dove erano presenti 4 alunni portatori di handicap grave, 1 alunno portatore di handicap non grave e 12 alunni con disturbi dell’apprendimento.

La classe da 31 alunni. I genitori degli alunni di una II classe hanno impugnato, al Tar Lazio, il provvedimento dell’Istituto avente ad oggetto la composizione dell’organico nella parte in cui risulta la formazione e la presenza di una sola classe II, composta da n. 31 alunni. I genitori hanno sostenuto che:

  • la normativa definisce il numero massimo di alunni previsti nelle sezioni ospitanti alunni con disabilità;
  • risultano un numero di 4 alunni con handicap grave, tutti inseriti nella stessa classe, oltre 12 alunni con certificati di dislessia;
  • manca del tutto una qualche motivazione che possa legittimare il superamento degli standard previsti dalla normativa;
  • l’art. 4, 1° comma del d.P.R. n. 81 del 2009, prevede uno scostamento massimo del 10% rispetto agli standard di costituzione delle classi;
  • il diritto all’istruzione del minore portatore di handicap ha rango di diritto fondamentale, che va rispettato con rigore ed effettività sia in adempimento ad obblighi internazionali.

La riforma cautelare. Il Consiglio di Stato in prima battuta ha riformato l’ordinanza del Tar, che aveva già respinto il cautelare, disponendo il riesame della fattispecie, statuendo altresì, nel corso del medesimo riesame, di valutare la possibilità di diversa soluzione, tenendo conto anche delle esigenze di continuità scolastica. Per lo stesso collegio solo all’esito di tali valutazioni, ed in presenza di accertate difficoltà nell’impartire l’istruzione dovuta, e di assenza di nocumento alla continuità didattica, potrà procedersi ad una diversa soluzione disponendo, se possibile, lo sdoppiamento della classe.

Il d.P.R. n. 81 del 2009 sulla composizione delle classi. Secondo gli articoli 5 e 17:

  • Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola …”,
  • Le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli alunni, purché siano formate con un numero medio di alunni non inferiore a 22; diversamente si procede alla ricomposizione delle classi secondo i criteri indicati all’articolo 16”.

I limiti numerici per formare le classi. Se da una parte la normativa stabilisce che le classi intermedie non debbono essere composte da un numero di alunni inferiore a 20, dall’altra è altresì previsto che in caso di presenza di alunni disabili le classi iniziali debbano, di regola, essere composte da un numero di alunni non superiore a 20. Tali norme devono coordinarsi coi principi a tutela del diritto all’educazione e all’istruzione, determinando quindi la necessità che l’Amministrazione, nella formazione delle classi, tuteli tutti gli alunni, con disabilità o meno, tenendo conto, “nella composizione delle classi scolastiche del numero degli alunni disabili o con situazioni di svantaggio e disagio onde evitare che vi sia un serio nocumento al diritto all’istruzione per la difficoltà di impartirlo effettivamente a classi troppo connotate da percorsi differenziati di apprendimento ed il conseguente eccesso di potere per illogicità o irragionevolezza della scelta effettuata” (Consiglio di Stato, n. 278/2020).

Lo sdoppiamento. Secondo il Consiglio di stato il provvedimento impugnato è risultato privo della necessaria motivazione in merito alla garanzia del diritto allo studio a tutti gli alunni componenti la classe, alla luce della peculiare situazione in cui versava la stessa classe, dove risultavano presenti 4 alunni portatori di handicap grave, 1 alunno portatore di handicap non grave e 12 alunni con disturbi dell’apprendimento.

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