Classe A013: no all’esclusione dai nuovi Licei e alla sottrazione di ore nei nuovi Tecnici e Professionali

di Lalla
ipsef

Roberto Zanrè – Ormai sono molteplici le prese di posizione autorevoli al riguardo dell’insegnamento della chimica nella scuola secondaria di secondo grado. Vedere a questo proposito i seguenti riferimenti: Conferenza dei Presidenti degli Ordini dei Chimici Territoriali, Società Chimica Italiana, Consiglio Nazionale dei Chimici, Conferenza dei Presidenti dei Corsi di Laurea Chimici, Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche, gruppo docenti di chimica e tecnologie chimiche.

Roberto Zanrè – Ormai sono molteplici le prese di posizione autorevoli al riguardo dell’insegnamento della chimica nella scuola secondaria di secondo grado. Vedere a questo proposito i seguenti riferimenti: Conferenza dei Presidenti degli Ordini dei Chimici Territoriali, Società Chimica Italiana, Consiglio Nazionale dei Chimici, Conferenza dei Presidenti dei Corsi di Laurea Chimici, Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche, gruppo docenti di chimica e tecnologie chimiche.

Nonostante queste senz’altro autorevoli argomentazioni, in questi mesi si sono moltiplicate le iniziative e la pubblicazione di documenti e di appelli inviati al Ministero e pubblicati su siti scolastici e sindacali, da parte di docenti di altre classi di concorso (A060), che mentre nulla dicono dell’esclusione della classe di concorso A013-futura A-34 (docenti laureati in discipline chimiche) dall’insegnamento nei nuovi licei, con forza avanzano pretese di insegnamento della chimica (a completare un elenco notevole di discipline che, comprendendo la scuola secondaria di primo grado, vanno dalle scienze della vita fino a includere matematica, fisica, chimica, scienze della terra, fino anche la geografia.  Altro da aggiungere?) negli indirizzi tecnici e professionali. E’ naturale che la conseguenza di questo argomentare, per nulla suffragato da motivazioni razionali e di tipo didattico, non può che essere l’obbligo da parte nostra, come docenti chimici, di portare ancora una volta all’attenzione dei destinatari della presente i contenuti degli appelli in riferimento.

Ripetutamente abbiamo avuto l’occasione di porre alcune semplici domande, la cui risposta sollecitiamo nuovamente in questa sede, nella speranza che le risposte stavolta siano puntuali.

1) Perché nei licei l’insegnamento della matematica e della fisica ha dignità riconosciuta di insegnamento a sé stante, mentre per l’insegnamento di una disciplina come la chimica (che non gode di pregressi didattici nei
livelli scolastici inferiori), per sua essenza interdisciplinare e “schiava e padrona” di tutte le altre visioni scientifiche, non avviene altrettanto (caso rarissimo in campo internazionale)?

2) Perché in Italia la classe A013-futura A34 (laureati in discipline chimiche) non è presente nei Licei, tranne che nell’ottimo liceo scientifico tecnologico (in fase di chiusura), sostituito da un liceo “scienze applicate” dal quale la classe di concorso futura A-34 non trova spazio nelle bozze di tabelle di nuove classi di concorso, così come in tutti gli altri licei?

3) Perché ai docenti chimici A013-futura A-34 dovrebbero essere preferiti i docenti di altra classe di concorso, bravissimi senz’altro nei loro ambiti di competenza, ma che nella grande maggioranza dei casi non sono laureati in chimica? Perché questa preferenza dovrebbe essere confermata anche per il futuro, come da bozze di nuove classi di concorso?

4) Perché la stessa cosa (chimica ai non chimici) dovrebbe valere in futuro (nuove classi di concorso) anche per l’insegnamento della chimica negli istituti tecnici e professionali, secondo le pretese di alcuni docenti A060,
mentre, riteniamo più che giustamente, le bozze di nuove classi di concorso non lo consentono?

5) Perché i docenti chimici A013-futura A-34, con grande esperienza di laboratorio e sicuramente in grado di fare una proficua e auspicabile didattica laboratoriale, non dovrebbero nemmeno aspirare ad insegnare la
loro disciplina, cedendo il passo, anche in futuro ad altri laureati?

6) Perché semplicemente nella scuola non si può ragionare sulla base delle competenze e della qualità dell’insegnamento e finalmente non si decide con coraggio di abbandonare la logica del “più forte e numeroso”, e forse anche per questo con un maggiore sostegno politico e/o sindacale?

Si osserva tra l’altro che le citate "rivendicazioni” altro non sono, a nostro parere, che una pretesa di strappare l’insegnamento proprio a colleghi specificamente laureati in chimica (dunque con grave danno sia dal lato della qualità dell’offerta formativa, sia dal lato occupazionale di persone che hanno dedicato la loro vita proprio a questa formazione specifica). Tra l’altro ci pare di cogliere un presupposto giuridicamente inconsistente, dal momento che in modo artificioso le citate “pretese” fanno riferimento (ripetendo il mantra della denominazione della presto vecchia classe A060) ad una normativa che fra non molto dovrebbe essere chiamata VECCHIA, e dunque presto superata dalla NUOVA normativa sulle classi di concorso in fase di approvazione; normativa, regolamento, che istituirà NUOVE classi di concorso e soprattutto NUOVE ATTRIBUZIONI DEI NUOVI INSEGNAMENTI ai docenti di tali NUOVE classi di concorso. Se qualcuno parla di "illegittimità" o di "diritti acquisiti" evidentemente non considera questo fatto DETERMINANTE che rende, a nostro avviso, VUOTE tali argomentazioni, vista peraltro anche la NUOVA normativa riguardante NUOVE linee guida (Istituti tecnici e professionali) e NUOVE indicazioni nazionali (Licei).

La mera conservazione dello spesso disastroso esistente (fine a sé stessa in quanto non espressione di alcuna norma VIGENTE ALLA DATA DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLE NUOVE CLASSI DI CONCORSO) non potrà quindi essere (e ci auguriamo non sarà) un motivo valido per continuare anche per i prossimi decenni con attribuzione di insegnamenti a docenti non laureati nelle rispettive discipline, anche nelle NUOVE tabelle di classi di concorso, fermo restando, ove si crei la soprannumerarietà, l’istituto dell’utilizzo “su classe di concorso affine” nei casi di non utilizzabilità sulla propria, come previsto dalla normativa vigente.

La qualità dell’insegnamento scientifico nei nuovi licei e nei nuovi istituti tecnici e professionali, passa, anche e soprattutto, attraverso l’attribuzione degli insegnamenti stessi ai migliori docenti possibili e, nel caso della chimica, dell’attribuzione dell’insegnamento della chimica SOLO al laureato in discipline chimiche (A013-futura A-34), in tutti gli istituti tecnici e professionali, come GIUSTAMENTE previsto dalle bozze di nuove classi di concorso presentate ai sindacati il 15 marzo, MA ANCHE ATTRAVERSO LA RIMOZIONE DELL’ASSURDA ESCLUSIONE DAI NUOVI LICEI DELLA CLASSE A013-futura A-34, con la realizzazione di quanto chiesto dai Presidenti degli Ordini dei Chimici Territoriali in

http://www.chimicimarche.it/doc/LETTERA%20PRESIDENTI%20ORDINI%20DEI%20CHIMICI%20TERRITORIALI.pdf

e da quanto richiesto da Società Chimica Italiana, Consiglio Nazionale dei Chimici, Associazione Insegnanti Chimici, Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche e Gruppo docenti Chimica e Tecnologie Chimiche nell’appello congiunto per la valorizzazione dei docenti laureati in discipline chimiche della classe A013-futura A-34 riportato in
http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/doc/avvisi/appello_SCI-CNC-CPCLC-AIC-CDDST-GDCTC_firmato.pdf

Una abilitazione, con una lunga dicitura e che presto diventerà VECCHIA, non potrà mai in ogni caso sostituire NELLA SOSTANZA una laurea in discipline chimiche (oltre 20 esami chimici su 30 totali, tesi sperimentale di un anno, competenze chimiche laboratoriali certe ed approfondite). Un certo numero di esami di chimica, un’abilitazione, o aver insegnato chimica come esperienza pregressa non possono costituire (altrimenti sono da controllare i risultati), NELLA SOSTANZA, competenza docente che possa reggere il confronto in un contesto scolastico internazionale, contesto nel quale i docenti chimici della classe A013 risultano, dal ripetuto conferimento di Awards (vedi lettera dei Presidenti degli Ordini), tra i migliori d’Europa e forse anche nel mondo.

Infine, al contrario di quanto da qualcuno professato (ma non dimostrato) in modo superficiale, la "interdisciplinarità" – soprattutto nel campo scientifico e al livello di scuola secondaria superiore – non potrà mai realisticamente essere realizzata con l’"insegnante scientifico unico" (l’esperienza pregressa non è sufficiente per imparare la lezione? Inoltre: se questo deve essere, perché viene esclusa la “fisica”? Forse qualcuno
vuole sostenere che la “chimica” è integrabile, mentre la fisica no?), bensì attraverso la realizzazione di un operativo e concreto lavoro in team all’interno del consiglio di classe di tutti gli insegnanti: il chimico A013 futura A-34 per la chimica, il fisico per la fisica, il naturalista o biologo della A060-futura A-50 per le scienze della terra e biologiche. Con la logica dei teoremi “accattivanti” ma posti senza analizzare le vere cause dei problemi si andrà, invece, verso il trionfo della superficialità ed in direzione diametralmente opposta al miglioramento della qualità degli apprendimenti. Noi siamo convinti che i nuovi licei ed istituti tecnici e professionali si troverebbero ridotti, sotto questo aspetto e per l’insegnamento di una disciplina scientifica FONDAMENTALE come la CHIMICA, ad un livello più simile a quello della “scuola media”, e in ogni caso sicuramente molto al di sotto rispetto agli standard europei e non solo (si vedano i paesi occidentali più avanzati e i casi di India, Cina e paesi emergenti, ove la logica seguita è quella da noi proposta).

Sollecitiamo pertanto il Ministero dell’Istruzione:

1) negli Istituti Tecnici e Professionali a confermare la attribuzione, riportata nelle bozze Ministeriali del 15 marzo, ai SOLI docenti chimici dell’insegnamento delle discipline chimiche, in primis "scienze integrate (chimica)";

2) nei nuovi licei, ALLA MODIFICA DI DETTE BOZZE MINISTERIALI DEL 15 MARZO, con l’accoglimento delle proposte dei Presidenti degli Ordini dei Chimici Territoriali riportate in http://www.chimicimarche.it/doc/LETTERA%20PRESIDENTI%20ORDINI%20DEI%20CHIMICI%20TERRITORIALI.pdfe RIMOZIONE DELL’ASSURDA ESCLUSIONE DAI NUOVI LICEI DELLA CLASSE A013-futura A-34.

Gruppo docenti chimici delle provincie di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Torino, Latina.

http://www.chimicimarche.it/doc/LETTERA%20PRESIDENTI%20ORDINI%20DEI%20CHIMICI%20TERRITORIALI.pdf

http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/doc/avvisi/appello_SCI-CNC-CPCLC-AIC-CDDST-GDCTC_firmato.pdf

Riforma classi di concorso: No ai docenti di chimica fuori dai licei, sì ad una loro piena valorizzazione

Lettera Ordine dei Chimici sulle nuove classi di concorso

A013 – A060: due classi di concorso per pochi posti di insegnamento

Nuove classi di concorso

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