Cittadinanzattiva: Serve un piano per riapertura scuole e modalità educativa

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Cittadinanzattiva auspica un piano per la riapertura delle scuole e per la modalità educativa che faccia tesoro della didattica a distanza. La scuola da casa non sarebbe stata così inadeguata secondo la fotografia scattata dalla onlus.

Per uno studente su quattro la didattica a distanza ha comportato una maggiore carico di compiti.

Stando ai dati raccolti, la stragrande maggioranza delle lezioni a situazione fotografata presenta una situazione di lezione a distanza svolta in diretta. Si tratta dell”85% dei casi, mentre solo nel 10% è stato fatto ricorso alle lezioni videoregistrate e nel 5% dei casi applicando la doppia modalità.

Il sondaggio ha riguardato anche le piattaforme utilizzate per la connessione: più della metà dei docenti di una stessa classe (61%) usa la stessa piattaforma e poco meno della metà (46%) dei fruitori si ritiene soddisfatto della videolezione. L’orario di ogni singola lezione risulta invece variato: se quelle in presenza sono di 60 minuti, nella versione online la durata varia dall’ora intera (39%) ai 40 minuti (30%).

Anche sui compiti a casa, non si registrano variazioni di rilievo (43%) se non in una minoranza di casi (27%) dove il carico sarebbe addirittura aumentato.

Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva, ha commentato: “Crediamo che si debba arrivare al più presto a definire un piano per la riapertura delle scuole e nello stesso tempo ripensare le modalità educative, con il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti, facendo tesoro delle opportunità e superando le criticità emerse con la cosiddetta didattica dell’emergenza o della quarantena – dice – per la riapertura delle scuole suggeriamo: un piano e un fondo per l’edilizia “leggera” per garantire tutti i lavori di piccola manutenzione, il necessario distanziamento, il recupero di spazi inutilizzati o in cattive condizioni; un fondo specifico da aggiungere ai 45 milioni già stanziati da destinare agli Enti locali per dotare le scuole dei dispositivi igienici; un’attenzione particolare alle scuole nelle aree interne e ultraperiferiche frequentate da quasi mezzo milione di studenti, che per le loro caratteristiche potrebbero diventare una volta ancora una risorsa e un luogo di sperimentazione per il nostro Paese purché si garantiscano: il potenziamento della connessione e dei supporti digitali; il servizio di trasporti extraurbani gratuiti per gli studenti delle scuole secondarie di II grado di queste aree; la continuità didattica degli insegnanti”.

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