Cittadinanza e Costituzione per i docenti: realmente applicata?

di Lalla
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Francesco Guadagno – Ci dicono che dobbiamo preparare i nostri allievi sulla "Cittadinanza e Costituzione", ma realmente viviamo in uno stato di diritto?

Francesco Guadagno – Ci dicono che dobbiamo preparare i nostri allievi sulla "Cittadinanza e Costituzione", ma realmente viviamo in uno stato di diritto?

La nostra Costituzione recita all’art 3: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".

Che pesante tristezza vedere la nostra scuola ridotta ad una guerra tra docenti/ata precari che non hanno scelta e il cui diritto al lavoro è leso. L’unica scelta che hanno è contendersi la battaglia per ottenere il ruolo o una agognata supplenza.

Siamo arrivati al punto che il docente del nord che ha fatto una scelta, dice al docente del sud di non trasferirsi perchè non è un suo diritto e viceversa, il docente di ruolo sostiene di avere la precedenza sui precari per qualsiasi scelta scolastica, il docente concorsista vuole entrare in ruolo prima rispetto ad un sissino, etc.

Ma viviamo in uno stato di diritto dove ognuno può effettuare la propria scelta come indicato dalla costituzione oppure il nostro stato non è più uno stato di diritto dove il sopruso o l’interesse personale è al di sopra della costituzione?

Perché non possiamo trasferirci oppure essere stabilizzati? Siamo ancora cittadini italiani?

Non essere leali e onesti di fronte a quanto indicato dalla corte Costituzionale – sentenza n.41 del 2011 – che recita in merito al diritto al trasferimento tra le Gae:
"la disposizione impugnata deroga a tali principi e,utilizzando il mero dato formale della maggiore anzianità di iscrizione nella singola graduatoria provinciale per attribuire al suo interno la relativa posizione, introduce una disciplina irragionevole che limitata all’aggiornamento dellegraduatorie per il biennio 2009-2011 comporta il totale sacrificio del principio del merito posto a fondamento della procedura di reclutamento dei docenti con la correlata esigenza di assicurare, per quanto più possibile, la migliore formazione scolastica", mi fa porre la domanda: perchè allora non possiamo trasferirci? Viviamo in uno stato di diritto?

Non è anche vero che il nostro Paese ha recepito la _direttiva UE 1999/70/CE_ nella normativa nazionale, con il decreto legislativo n. 368 del 2001, normativa vecchia di 10 anni?
Infatti l’art. 4 specifica che un contratto a tempo determinato può essere prorogato non più di una volta e che la durata totale di uno o più contratti a tempo determinato non può superare i tre anni. L’art. 5, c. 4-bis prevede che uno o più contratti di durata superiore ai tre anni siano considerati contratti a durata indeterminata.
Mi pongo la domanda:"perchè non sono assunto a tempo indeterminato?

Ma, allora, la "Cittadinanza e Costituzione" per noi docenti/ata è o non è realmente applicata?

E non saremo noi coloro che dovranno preparare i nostri allievi sulla Cittadinanza e Costituzione e dovremo dir loro che viviamo in uno stato dove ogni cittadino è libero di scegliere e indicare che lo stato protegge qualsiasi cittadino di fronte alla legge in virtù della costituzione?

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