La Città della Scienza di Napoli comincia a rivivere

di Giulia Boffa
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GB – C’è la ripresa delle attività alla Città della Scienza di Napoli, voluta e realizzata dal personale del più grande museo scientifico italiano di nuova generazione, dopo il rogo che l’hai distrutta da mani ancora ignote.

GB – C’è la ripresa delle attività alla Città della Scienza di Napoli, voluta e realizzata dal personale del più grande museo scientifico italiano di nuova generazione, dopo il rogo che l’hai distrutta da mani ancora ignote.

È stata aperta anche un’area museale, dove i visitatori possono “mettere le mani sopra” e fare esperienze in modo diretto. È più piccola e, ovviamente, più povera di quella distrutta dall’incendio, ma viene visitata da molti ragazzi e adulti.

Il 9 ottobre iniziano i tre giorni per la scuola, un appuntamento ormai tradizionale con i temi e le tecnologie dell’educazione.

Il 9 novembre ci sarà Futuro Remoto, la mostra interattiva che è una sorta di vero e proprio festival scientifico. Con i suoi pannelli interattivi, ma anche con le sue conferenze, relazioni spettacolo e quant’altro. Quest’anno Futuro Remoto è dedicato al cervello.

Il personale  riceve un regolare stipendio, dopo che per un anno hanno continuato a lavorare senza.

Le istituzioni (la Regione e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca in particolare) hanno saldato i loro debiti pregressi e, dunque, si possono pagare gli stipendi. Anche le banche stanno aprendo le loro linee di credito, dopo averle interrotte per molti mesi.

Infine si è raggiunto un accordo tra la Fondazione IDIS che gestisce la Città della Scienza, e le istituzioni (comune, Regione) su come e dove ricostruire. Il museo rinascerà dove era prima, arretrando solo di dieci metri rispetto alla linea di costa.

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