Cisl Lombardia ai Nastrini Rossi: prima 107 tanti docenti sono rimasti al Nord per rispettare vincolo triennale

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Cisl Scuola Lombardia – Consigliamo ai Nastrini rossi di documentarsi su quanto effettivamente c’è scritto nei documenti . Sappiamo bene che gli insegnanti non si spostano per gioco e ci chiediamo da dove i Nastrini rossi abbiano ricavato questo giudizio sui docenti che non è mai stato nostro e né tanto meno della Cisl Lombardia , il cui senso del documento, evidentemente, viene stravolto.

Sui disservizi procurati dal malfunzionamento dell’algoritmo del ministero e dall’applicazione della L. 107 abbiamo avuto modo diverse volte di esprimerci, così come sulla scelte relative a come procedere al piano d’assunzioni dello scorso anno , in gran parte d’immagine.

Inutile dire, cari colleghi, che se motivazione dello spostamento dei docenti non è dettata da necessità turistiche, la stanzialità di molti insegnanti meridionali nelle regioni del nord non può certamente essere attribuita ad una vocazione collettiva alla pigrizia o alla sedentarietà. Ricordiamo invece , giusto per rinfrescare la memoria anche a qualcuno distratto o che soffre di amnesie, che fino all’approvazione della L. 107 la mobilità era soggetta al vincolo triennale per il posto comune, e quinquennale sul sostegno .

Intere legioni di insegnanti meridionali, non potendo ritornare celermente nelle zone di provenienza, hanno dovuto prendere casa e trasferirsi definitivamente al nord. Forse i sindacalisti ante L.107 non avevano a cuore il destino dei loro iscritti, o forse erano più stupidi di quelli attuali? Oppure tenevano giustamente conto, oltre che del destino degli insegnanti , anche di quello della scuola?

La mobilità dello scorso anno ha provocato ingiustizie insanabili e la fine della certezza del diritto proprio tra gli insegnanti che non potendo avvalersi delle nuove condizioni perché assunti in ruolo prima , cornuti e mazziati, non solo non si sono mai trasferiti , ma si sobbarcano anche tutto il lavoro in più che deriva dalla cronica carenza di insegnanti nelle regioni del nord. E’ vero che quest’anno ci sono disponibilità nell’organico di fatto che attualmente sono coperte da supplenti spesso al primo anno di università, ma ci chiediamo se, dopo un piano di assunzioni come quello dello scorso anno , sia giusto per i ragazzi avere insegnanti senza abilitazione e sprovvisti addirittura del titolo di studio necessario a fronte di oltre 3 miliardi spesi dal governo Renzi per migliorare la qualità scolastica .

Ci pare di potere affermare che a parte la legittima, soggettiva e comprensibile soddisfazione di chi ha ottenuto il trasferimento, ci sia qualcosa che non va nell’organizzazione del sistema scolastico. Senza parlare della credibilità professionale dei docenti, messa a dura prova nei giorni scorsi, da una campagna mediatica che individua nel continuo carosello degli insegnanti uno dei problemi centrali della scuola! Come possiamo motivare alle famiglie degli alunni diversamente abili la mancanza di un insegnante di sostegno sul loro figlio a oltre metà anno scolastico? Sono solo spunti di riflessione, perché la scuola è il nostro posto di lavoro e per farla funzionare non basta la passione, ci vuole anche un’organizzazione intelligente, senza squilibri e che non crei altre ingiustizie, né tra i ragazzi, né tra i docenti.

Inutile sottolineare che mentre la mobilità è soggetta a trattativa sindacale, i posti negli organici dipendono invece dalla norma di legge e dalle compatibilità di bilancio. Anche a noi piacerebbe potere vedere trasformare l’organico di fatto in organico di diritto, che in alcune provincie della Lombardia raggiungeva quasi la metà dei posti disponibili, ci pare altresì sensato sottolineare che a giorni il governo dovrà approntare una manovra aggiuntiva per aggiustare il deficit strutturale da circa 3,4 miliardi. E questo dice tutto sulla necessità di utilizzare al meglio le risorse.

Nessun contrasto esiste, inoltre, tra la nostra posizione e quella della CISL Scuola nazionale che è sempre stata favorevole al vincolo dei tre anni per l’anno 2016/2017. La scelta di riprendere una dichiarazione verbale del mese di ottobre della Cisl Scuola di Milano appare alquanto anacronistica e strumentale. Oppure etero diretta e rappresentata appositamente per l’occasione.

Cisl Scuola Lombardia

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