Cisal: un anno da dimenticare. Folle illusione i contratti separati professori e Ata

di Lalla
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Cisal – Nell’approssimarsi del nuovo anno, sento il bisogno di fare alcune riflessioni che hanno caratterizzato il 2012. Un noto ritornello parla di “un anno vecchio che se ne và e mai più ritornerà, anno nuovo, avanti, avanti ti fan festa tutti quanti”!

Cisal – Nell’approssimarsi del nuovo anno, sento il bisogno di fare alcune riflessioni che hanno caratterizzato il 2012. Un noto ritornello parla di “un anno vecchio che se ne và e mai più ritornerà, anno nuovo, avanti, avanti ti fan festa tutti quanti”!

Un anno veramente difficile per gli italiani e per il mondo della scuola. Una chiara sintesi della situazione fu fatta dal nostro segretario generale Francesco Cavallaro all’ultimo consiglio generale tenutosi a Bari lo scorso 20 novembre: “La legge di stabilità arrivava già in una situazione da far tremare i polsi non solo al nostro Paese, ma anche alle stesse istituzioni europee. Una situazione fortemente condizionata dalle ben note politiche di austerità – promosse ed imposte dalla volontà tedesca – forse necessarie, ma sostanzialmente recessive. A nessuno sfugge, commentava Cavallaro, che la concreta ripresa dei sistemi produttivi non possa prescindere dalla ripresa dei consumi e dal mantenimento dell’occupazione.

Da almeno quattro anni incombe sui paesi più sviluppati una crisi che andrà ben oltre le iniziali aspettative proprio a causa di contromisure ancora insufficienti ad impedirne le ricadute sui livelli occupazionali, sulle famiglie, sui consumi ed, in definitiva, sul welfare e sulla società intera. La strategia della mera austerità, finora messa in campo, inizia a mostrare i suoi limiti e non solo per la durezza dei sacrifici e per le prevalenti iniquità che ne sono derivati”.

Occorre puntualizzare che i disagi sociali procurati dalla crisi vengono dalla mancata attuazione di politiche serie di riforme strutturali, finalizzate alla crescita ed alla modernizzazione del sistema paese, con pesanti ripercussioni nelle aree più in ritardo, come il Mezzogiorno. Il Sud merita un’attenzione particolare finalizzata non solo a denunciare i ritardi accumulati e le connesse responsabilità politiche dei Governi centrali e locali succedutisi nel tempo, ma soprattutto a far cogliere le potenzialità umane, storiche ed anche geografiche che il Mezzogiorno possiede.

In tal senso la CISAL vuole fare la sua parte con la sua forza, il suo patrimonio di idee e proposte, mai pregiudizialmente conflittuali, ma sempre dirette a dare risposte concrete alle esigenze del bene comune, dei propri rappresentati, lavoratori e pensionati.

La Cisal scuola ritiene che il sistema pubblico d’istruzione non deve rappresentare un problema per “quelli che verranno” indipendentemente dalla collocazione politica, ma un investimento per il nostro Paese. La scuola è da anni che aspetta quelle giuste riforme finalizzate a dare dignità al lavoro del personale, attraverso atti concreti, quali maggiori investimenti sull’istruzione e la formazione, con attenzione in termini di qualità e di rivalutazione professionale del personale da inserire in una media europea che, a oggi purtroppo, siamo ben lontani da lambire, affinché la scuola possa continuare a migliorarsi, ed assolvere sempre meglio al compito educativo di
istruzione e formazione che le è affidato. Ai nostri giovani al di là delle stagioni politiche, servono certezze, strumenti, opportunità e investimenti, senza i quali non si va da nessuna parte.

I problemi del personale della scuola non si risolvono, come abbiamo più volte sentito da qualche O.S. dividendo la categoria attraverso contratti separati: da un lato i docenti e dall’altro il personale amministrativo. Un concetto che abbiamo lasciato alle nostre spalle circa trent’anni fa quando – pur militando in altre O.S. – forti dei valori della solidarietà abbiamo sempre pensato che la categoria va salvaguardata nella sua interezza senza frammentazione tra personale docente e ATA Questa idea, folle, di fare un contratto di lavoro separato, solo per i docenti, fa parte di logiche coorporative che abbiamo sempre combattuto.

Noi della CISAL SCUOLA non possiamo andare dietro a queste formazioni sindacali altrimenti non ci sarebbe alcuna distinzione tra una battaglia civile e carica di dignità che i sindacati in condizioni difficili fanno nel nostro paese e la battaglia vista solo da un angolo ristretto ddi questo o di quel sindacato.

Noi della CISAL SCUOLA questo richiamo l’abbiamo già dentro, comprovato da anni di difesa degli interessi di una categoria che non può essere trascurata, e da valori, un impegno, una sensibilità civile che noi dobbiamo avere e mantenere rispetto alle fascie più deboli.

Buon anno a tutti

Il Segretario Generale

Prof. Raffaele Di Lecce

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