Cirielli (FdI): Renzi cancella con un colpo di spugna idonei concorso 2012. Interrogazione parlamentare

di redazione
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CIRIELLI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
dopo mesi di propaganda in tutta Italia per presentare la tanto attesa e improcrastinabile riforma della scuola, che avrebbe dovuto «sanare una ferita di 20 anni di promesse verso il corpo docente», lo scorso 10 marzo il Governo ha licenziato il testo del provvedimento;

CIRIELLI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
dopo mesi di propaganda in tutta Italia per presentare la tanto attesa e improcrastinabile riforma della scuola, che avrebbe dovuto «sanare una ferita di 20 anni di promesse verso il corpo docente», lo scorso 10 marzo il Governo ha licenziato il testo del provvedimento;

disattendendo le aspettative di tutti, però, all'indomani dall'approvazione in Consiglio dei ministri della riforma della scuola il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi annunciava: «Saranno assunti i vincitori del concorso del 2012 e gli iscritti in Gae, nel limite dei posti disponibili. Quelli che sono in esubero verranno declassati in degli albi provinciali senza diritto di ruolo»;

se l'annuncio fa ben sperare per i docenti delle graduatorie a esaurimento (Gae) e per quanti rientrano nelle graduatorie di merito del concorso del 2012, non altrettanto sembra profilarsi per gli idonei del medesimo concorso, ovvero per coloro che, pur avendo superato le prove selettive, si sono collocati oltre il numero di posti disponibili;

con un colpo di spugna e in maniera del tutto inaspettata il Governo ha secondo l'interrogante tradito le aspettative e le speranze dei tanti giovani docenti che, dopo anni di studio, hanno meritatamente superato prove durissime e oggi si vedono inspiegabilmente ignorati dal progetto di stabilizzazione;

la speranza dell'assunzione era stata fomentata proprio dal Governo Renzi che più volte aveva parlato della stabilizzazione di «tutti i precari storici, tutti i vincitori e gli idonei dell'ultimo concorso», come si legge anche a pagina 15 del programma della Buona Scuola. Ma durante la conferenza stampa di presentazione della riforma, lo stesso Renzi li ha rimandati al prossimo concorso: «Gli idonei non sono vincitori, altrimenti si chiamerebbero vincitori. Ci dispiace, ma loro dovranno fare il concorso»;

solo nel mese di febbraio lo stesso Ministro interrogato, rispondendo a un'interrogazione alla Camera dei deputati, rispondeva rassicurando che gli idonei del concorso 2012 erano parte del piano assunzionale straordinario che il Governo stava approntando;

tra gli esclusi rientrerebbero anche 23 mila docenti della scuola dell'infanzia e i docenti iscritti alle graduatorie d'istituto, gli abilitati dei Percorsi abilitanti speciali (Pas) e quelli del Tirocinio formativo attivo (Tfa) e anche i collaboratori Ata, per i quali non è stata spesa nemmeno una parola;

il motivo della loro esclusione dal piano di Governo sulla Buona Scuola rimane un mistero;

i fatti lascerebbero pensare che, nella migliore delle ipotesi, la fretta e la strategia della «rottamazione» renziana si siano andate a scontrare con tutte queste contraddizioni, ma il rischio che rimane è sempre quello della precarietà, per chi l'ha già vissuta e ha anche sperato in una stabilizzazione;

come se ciò non bastasse, il Governo Renzi ha introdotto un'altra novità che l'interrogante giudica addirittura aberrante presentata enfaticamente come grande innovazione: la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, liberi di attingere da «albi regionali» non tenendo conto delle graduatorie di merito;

in particolare, così facendo, si affiderebbe ad un solo dirigente scolastico un potere di scelta, assolutamente discrezionale, che invece dovrebbe spettare ad una apposita commissione esaminatrice, la quale formula una graduatoria di merito sulla base di titoli ed esami;

se confermato, tale meccanismo, oltre a calpestare il merito del nostro corpo docente, andrà ad alimentare l'attuale, già grave, situazione di precariato perché i docenti, arbitrariamente scelti dai dirigenti scolastici, dovranno essere riconfermati triennalmente, con evidenti negative ripercussioni sulla continuità didattica e sulla qualità dell'insegnamento;

il progetto «La buona scuola» del Governo, così come formulato, è una minaccia, non solo per la stabilizzazione del nostro corpo docente, ma per l'intero sistema scolastico italiano e, in particolare, per la sua capacità di essere davvero motore di cambiamento e di evoluzione intellettuale, culturale, civica e umana, per il nostro Paese;

il Progetto del governo Renzi dice: «Mai più precari nella Scuola», ma, tra un tweet e un annuncio di riforma, stanno trascorrendo gli anni più bui della scuola italiana –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le motivazioni alla base dell'esclusione degli idonei del concorso a cattedra bandito con Decreto del Direttore generale n. 82 del 24 settembre 2012 dal piano straordinario di immissione in ruolo previsto per settembre 2015, nonché quali urgenti provvedimenti intenda adottare per sanare tale evidente ingiustizia e garantire la stabilizzazione di quanti siano rimasti fuori dal progetto «la buona scuola» del Governo;

sulla base di quali criteri oggettivi i dirigenti scolastici potranno attingere dagli «albi regionali». (4-08553)

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