Cinquant’anni fa moriva Ungaretti, studenti ricordano i suoi “M’illumino d’immenso”

di redazione

item-thumbnail

Il 1° giugno 1970 moriva Giuseppe Ungaretti, grande poeta del Novecento italiano che ha dato voce al dramma della guerra.

Cinquant’anni dalla sua morte, studentesse e studenti ricordano Ungaretti nelle stories Instagram del Ministero dell’istruzione.

Ungaretti nacque nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi. Durante il soggiorno parigino entrò in contatto con diverse figure di spicco della cultura europea, a cominciare dall’amico Guillaume Apollinaire, Jean Paulhan e Georges Braque.

Oggi più che mai si ricordano i suoi  celebri versi “M’illumino d’immenso”, di “Mattina” del 1917, scritti nelle trincee del Carso. Altrettanto celebri i versi delle sofferte poesie sulla Grande guerra cui egli stesso partecipò da soldato semplice, raccolte  in “Il porto sepolto”, considerato seme dell’ermetismo.  Ormai classici quelli raccolti nel 1919, in “Allegria di naufragi”.

Scrivere per Ungaretti “era necessario”, e allora scriveva ovunque: andando all’università, al fronte sugli involucri delle pallottole, perché la poesia per lui era come un salvarsi dal naufragio.

Versione stampabile
Argomenti:

soloformazione