Ciacciarelli, il virus ancora circola: più autobus, più docenti, ATA e personale per i controlli all’ingresso. [INTERVISTA]

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Siamo alle prime battute per la riapertura della scuola con ancora molti nodi da risolvere. Ne parliamo con l’On. Pasquale Ciacciarelli, Consigliere Regionale del Lazio e Presidente della III Commissione Vigilanza sul pluralismo dell’informazione e Vice Presidente V Commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo.

Onorevole Ciacciarelli, tra pochi giorni partirà il nuovo anno scolastico, tuttavia, a distanza di un anno, si ripresentano i problemi legati al trasporto scolastico. Lei già lo scorso anno aveva chiesto un rafforzamento del trasporto pubblico, in particolare per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Qual è la situazione attuale e quali sono le criticità da affrontare.

Su questo argomento ho portato avanti una battaglia già dallo scorso anno perché riscontravo una discrasia sulle norme stringenti che erano in vigore per l’accesso nei locali, nella vita pubblica, nelle manifestazioni e le modalità di trasporto per gli studenti che spesso si trovavano a viaggiare su mezzi affollati e sui quali non si rispettava la normativa Covid.

Pertanto mi sono adoperato chiedendo un rafforzamento delle corse e dei controlli a bordo dei mezzi al fine di aumentare la sicurezza per coloro che viaggiavano utilizzando il trasporto pubblico. La Regione Lazio ha cercato di dare risposte alle nostre sollecitazioni rafforzando con mezzi privati le fasce orarie maggiormente frequentate dagli studenti, ma questo è avvenuto solo in alcune zone ed ha portato, purtroppo, ad un peggioramento della curva dei contagi, soprattutto tra gli studenti. Ricordiamo bene il periodo in cui diversi istituti scolastici hanno dovuto chiudere delle sezioni a causa della presenza di casi Covid, dovendo ricorrere all’attivazione della didattica a distanza. Tutto questo, ovviamente, è avvenuto a discapito degli alunni che hanno visto privarsi di un pezzo della loro vita. Vorrei sottolineare che l’andare a scuola, soprattutto nell’età adolescenziale, oltre all’aspetto puramente didattico rappresenta un momento importante di socializzazione dove si costruiscono relazioni sia in maniera orizzontale tra pari, con i propri compagni di classe, che verticalmente con i propri insegnanti. Essere privati di questi momenti, senza peraltro averne una colpa diretta, lo trovo ingiusto e per questo continuerò a sollecitare interventi strutturali anche per questo nuovo anno scolastico, che sta per iniziare, affinché si torni a viaggiare in sicurezza.

Questo vuol dire aumentare le corse nelle fasce maggiormente frequentate dagli studenti e aumentare i controlli anche alla luce dei nuovi provvedimenti del Governo che ha previsto nuovamente l’obbligatorietà del controllore all’interno degli autobus di linea, al fine di calmierare e controllare l’affluenza delle persone sugli autobus stessi. Non dimentichiamo che la pandemia c’è ancora, il virus circola ancora, con tutte le sue varianti, e purtroppo dobbiamo registrare che c’è una sacca di cittadini che ancora non si è vaccinata. Questo è un aspetto che considero sbagliato, sul quale esorto a riflettere seriamente per poter proseguire con un’ampia campagna vaccinale la quale attualmente è l’unica strada che ci può portare fuori da questa pandemia. E’ la storia che ce lo dice, basti ricordare le pandemie, anche nel nostro secolo, che si sono susseguite nel tempo.

Purtroppo tendiamo a dimenticare quei momenti, ma dobbiamo affidarci alla scienza ed ai suoi progressi, perché è grazie alla scienza se siamo riusciti ad avere una vita media sempre più longeva e con una migliore qualità. Non vaccinarsi è soltanto una moda ottusa e strumentalizzata che non comprende la necessità di mettere in sicurezza se stessi e chi ci sta vicino. Concludendo e riprendendo il discorso sul traporto, vorrei evidenziare un altro aspetto legato al trasporto pubblico che riguarda gli studenti, ovvero la mancata fruizione degli abbonamenti per gli studenti fuori sede a causa delle chiusure che si sono susseguite. In questo caso abbiamo sensibilizzato Ferrovie dello Stato, per quanto riguarda il trasporto regionale, alla restituzione delle somme degli abbonamenti non fruiti e che devono essere recuperate dalle famiglie.

Con la DAD molte famiglie si sono trovate in difficoltà, in particolare quelle con entrambi i genitori lavoratori. Quali proposte si sente di avanzare al Governo per sostenere le famiglie?

Intanto mi preme sottolineare che siamo nel 2021 e non ci possono essere studenti di serie A e studenti di serie B. Dico questo perché purtroppo in Italia non tutte le regioni sono servite dalla fibra ad alta velocità per la connessione internet e questo ha portato, soprattutto nei piccoli centri, nelle zone montane, nelle zone periferiche, ad avere delle grandi difficoltà e molti studenti si sono trovati nelle condizioni di non poter seguire le lezioni a distanza tramite la DAD. Questo lo trovo enormemente ingiusto, soprattutto in considerazione dell’importanza di uno strumento come la rete dati che è essenziale.

Lo abbiamo visto in questi giorni con l’hackeraggio del sito della regione Lazio, dove ancora non è possibile prenotare una visita o non si può scaricare un certificato. Siamo in Europa ma da questo punto di vista siamo ancora molto indietro. Faccio una piccola digressione per far comprendere il ritardo che abbiamo accumulato in questo campo; rispetto alle previsioni del Governo sul potenziamento della rete veloce in fibra, abbiamo accumulato un ritardo di due anni e mezzo e questo per colpa della burocrazia. Solo per fare un esempio, per poter effettuare uno scavo per far passare un cavo per la linea ad alta velocità di connessione, sono necessarie ben 22 autorizzazioni, va da sé che questo modo di gestire le cose non è sostenibile e dobbiamo accelerare sulla sburocratizzazione, perché l’aspetto legato alla didattica a distanza, e aggiungerei anche quello del lavoro a distanza, ormai è un processo che si è innescato e non può tornare indietro.

Da questo punto di vista possiamo affermare che il Covid ha portato anche qualcosa di positivo, ovvero il grande salto in avanti che ha fatto fare al nostro paese in diversi campi dove eravamo indietro anni luce rispetto ad altri paesi europei. Per le aziende si tratta di un risparmio, perché viene meno la necessità di doversi dotare per forza di strutturare fisiche per le proprie sedi, con un risparmio anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, e permetterà di avere più risorse da investire sugli aspetti legati al personale. Ma questo miglioramento deve essere accompagnato da una riprogrammazione seria della rete ad alta velocità, che poi rende il nostro paese più attrattivo dal punto di vista industriale e imprenditoriale. Per quanto riguarda gli studenti bisogna permettere a tutti di poter seguire la didattica in ogni sua fase, sia in presenza che a distanza.

Purtroppo abbiamo assistito a spiacevoli episodi, che hanno visto coinvolte soprattutto le famiglie meno abbienti, dove a mancare ero proprio lo strumento tecnico per poter accedere alle piattaforme elettroniche, escludendoli dall’effettivo accesso alle tecnologie dell’informazione, fenomeno di divisione sociale noto come digital devide. Un altro provvedimento che potrebbe risultare utile per la gestione familiare della didattica a distanza, sarebbe quello di introdurre dei voucher da destinare alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, per poter far assistere i propri figli da personale dedicato.

Edilizia scolastica e classi numerosi sono gli altri nodi che compromettono la sicurezza a scuola. In particolare sulle classi numerosi ci si aspettava un intervento già da quest’anno. Quali provvedimenti sono allo studio in merito?

Attualmente ci sono moltissimi fondi rivolti soprattutto al potenziamento dell’edilizia scolastica, però anche in questo caso il processo è molto macchinoso. Riprendendo le criticità che già avevo espresso sull’aspetto della eccessiva burocrazia, vorrei ricordare che l’Italia troppe volte ha visto fondi assegnati al nostro paese ritornare in Europa per l’incapacità di saperli spendere. I fondi ci sono, tanti lavori sono stati fatti, tante scuole sono state ristrutturate, addirittura ricostruiti alcuni plessi scolastici in tutta Italia. E’ chiaro che bisogna ancora potenziare, ma per fare questo, e non avere le classi “pollaio”, è necessario avere più personale scolastico, insegnanti e personale ATA, oltre all’individuazione di personale di supporto per le fasi di controllo agli ingressi, ad esempio mediante la misurazione della temperatura, tramite la destinazione di fondi ai comuni per realizzare questi servizi. Questi provvedimenti sono essenziali per avere classi meno numerose e sicure, anche dal punto di vista sanitario, in modo da svolgere tutte le attività con la massima serenità.

Oggi i docenti sono oberati di responsabilità e di lavori che purtroppo non gli competono. Bisogna ragionare su una doppia matrice, da un lato la sicurezza strutturale degli edifici, dall’altro una dotazione seria di personale per affrontare le criticità. Abbiamo una grande opportunità che viene dall’Europa, anche grazie ad un cambio di paradigma provocato da questa fase pandemica. In passato le istituzioni europee avevano una visione molto più restrittiva, pensiamo al patto di stabilità, ai vincoli sui fondi da spendere e limitati a determinati interventi, oggi, invece, avviene il contrario, un’Europa che destina molti fondi ai paesi membri, tra cui l’Italia, dove la prima tranche è già arrivata, ma dobbiamo organizzarci seriamente per sburocratizzare e accelerare i lavori.

Un’ultima domanda. Sul controllo dei Green Pass a scuola c’è ancora molta incertezza. I Dirigenti Scolastici lamentano la mancanza di indicazioni chiare con il personale che dal 1° settembre tornerà in servizio e con il nodo vaccini per gli studenti. Cosa ne pensa al riguardo?

Come dicevo precedentemente, il personale scolastico non può essere oberato di tante responsabilità e incombenze che non riuscirà a svolgere in maniera adeguata, seria e celere. Sappiamo bene che questo tipo di incombenze porterà anche ad un ritardo dell’inizio delle attività scolastiche. Il personale è contingentato e le attività sono molte, inoltre per il personale che non ha ancora effettuato la vaccinazione sarà necessario provvedere mediante tamponi e quindi si dovrà provvedere al controllo di tutti questi aspetti. Il Governo, attraverso le regioni, deve attivarsi immediatamente, e su questo aspetto siamo già in ritardo considerato che siamo alle fasi di avvio del nuovo anno scolastico, per poter dare una mano agli istituti scolastici, ed ai suoi dirigenti, mediante personale di supporto che si faccia carico di tutte queste operazioni di controllo, almeno nella fase di start up. Dobbiamo fare tutto ciò con grande celerità, per permettere ai nostri giovani di poter frequentare in presenza questo nuovo anno scolastico e non privarli, per l’ennesimo anno, di questi aspetti essenziali di vita. La scuola in presenza, dal punto di vista didattico e di socializzazione, ha degli aspetti impossibili da replicare a distanza e che sono fondamentali per la crescita della persona dal punto di vista culturale e sociale. Abbiamo un corpo docente e personale ATA eccezionali, e per questo li ringrazio, che hanno permesso di realizzare una scuola di ottimo livello e il Governo centrale deve valorizzarli e potenziarli per continuare sulla strada del miglioramento.

 

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