Ci sono istituti tecnici che preparano alla facoltà di Medicina. Lettera

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inviata da Roberto Del Gamba – 594 ore di Anatomia, fisiologia, patologia, 396 ore di microbiologia e tecnologie di controllo sanitario, 330 ore di chimica organica e biochimica, 198 ore di chimica analitica e strumentale, 99 ore di legislazione sanitaria, 891 ore di laboratorio, tutte caratterizzate dalla presenza contemporanea di un docente di teoria e di un docente di attività pratiche, almeno 150 ore (fino allo scorso anno 400) di stage presso ambulatori, farmacie, laboratori di analisi. Un numero imprecisato di incontri, conferenze, seminari, visite guidate.

Questo il percorso scolastico di uno studente che frequenta il corso di Biotecnologie sanitarie in un istituto tecnico statale.

Basterebbero questi numeri per dare un’idea dell’iter formativo che caratterizza questo corso specialistico, istituito con i Regolamenti di riordino dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti

professionali emanati dal Presidente della Repubblica in data 15 marzo 2010 e derivanti da sperimentazioni avviate agli inizi degli anni ‘80. Percorsi ormai consolidati, che hanno riscosso e riscuotono tutt’ora un gradimento molto elevato da parte dell’utenza, per il grado di approfondimento che si riesce a ottenere nelle discipline d’indirizzo, per la qualità della didattica che il corpo docente riesce ad assicurare, per le tecnologie innovative che vengono utilizzate nei laboratori e per i risultati lusinghieri che gli alunni ottengono al momento in cui lasciano la scuola e accedono alle facoltà biomediche.

Sembra chiaro che i piani di studio e i curricoli di questo indirizzo di istruzione tecnica, definiti in base alle Linee Guida ministeriali, rappresentino già, di per sé, espressione di una curvatura sulle biotecnologie sanitarie altamente potenziata e lo dimostra il fatto che preparano adeguatamente gli studenti, da anni, ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia, Lauree delle Professioni Sanitarie, Veterinaria, oltre ad altri numerosi corsi di laurea quali Biotecnologie, Chimica e Tecnologia Farmaceutica, Biologia, come risulta dalle statistiche elaborate dagli osservatori specializzati nazionali.

E’ importante sottolineare e ricordare questi dati al momento in cui si parla dell’impegno profuso dal MIUR per facilitare la diffusione sul territorio, compreso quello della nostra Provincia, di sperimentazioni di corsi liceali con cosiddetta “curvatura biomedica”.

Tale operazione, portata avanti in collaborazione con l’Ordine nazionale dei medici, viene presentata come una rilevante innovazione tesa a facilitare l’ingresso alle facoltà biomediche degli studenti in uscita dalle scuole superiori, dimenticandosi di sottolineare che, comunque, una strada alternativa, altrettanto valida e, oltretutto, già sperimentata, istituzionalizzata e universalmente riconosciuta, in realtà già esiste ed è quella degli ITIS con corsi di Biotecnologie sanitarie.

Risulta, pertanto, necessario anche un riconoscimento ufficiale dell’importante ruolo formativo e orientativo svolto dagli istituti tecnici ad indirizzo “Chimica , materiali e Biotecnologie” con l’articolazione Biotecnologie sanitarie.

Pare doveroso, poi, chiedere che sia data la possibilità anche agli studenti degli ITIS con articolazione Biotecnologie sanitarie di accedere alla conoscenza dei programmi e alla partecipazione alle verifiche correlate ai percorsi dei licei con curvatura biomedica, per fornire anche ad essi le medesime opportunità di accesso ai Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e lauree delle professioni sanitarie.

Alla luce di tutto quanto esposto, quindi, appare quantomeno fuori luogo pensare, come riportato dai mezzi d’informazione, che vi siano canali preferenziali per l’accesso alla facoltà di medicina riservati solo a chi frequenti i licei a curvatura biomedica.

Auspichiamo che le competenti autorità scolastiche riconoscano che vi sono anche altri corsi scolastici che sono in grado di assicurare una preparazione adeguata alla facoltà di medicina ed estendano tali prerogative anche a quelli.

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