Ci sono anche supplenti non preparati, non si sottovaluti il rischio. Lettera

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inviata da Vittorio Bonamin (ex DSGA) – Concordo in parte con ciò che è affermato nell’articolo UIL: vogliamo sciogliere il nodo ipocrita del riconoscimento del merito?

Il problema è che ne i titoli ne l’esperienza dei supplenti garantiscono
un buon docente perché durante i periodi di esperienza (le supplenze)
non c’è alcuna forma di selezione da parte dei dirigenti.

I percorsi per le contestazioni sono lunghi, problematici e quasi mai si
percorrono per supplenti che non sono preparati … nel peggiore dei
casi si cerca di non chiamarli e lasciarli ad altre scuole …

La soluzione che io vedo e che il periodo di supplenza sia
effettivamente un periodo di formazione valutato da almeno tre dirigenti
diversi durante tre supplenze annuali …

Diversamente continueremo ad inserire tra i docenti persone capaci e
“incapaci” di gestire la formazione delle generazioni future.

Per chi ha avuto parere negativo nell’esperienza delle supplenze
impedirei la partecipazione al concorso.

  UIL: vogliamo sciogliere il nodo ipocrita del riconoscimento del merito?

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