Ci salverà l’Educazione Civica? Un’occasione da non perdere! Lettera

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Inviata da Cristina Sbarra – Quanti di noi, da studenti, o cittadini adulti, genitori, lavoratori, non hanno gioito all’annuncio dell’allora ministra Moratti: “Finalmente il voto in condotta farà media!”. Sì, gridavamo a gran voce, era ora! Sembrava l’inizio di una nuova era: l’era del rigore e della serietà. Nelle classi, a scuola. Finalmente.

Peccato che poi ci siamo svegliati, con la scoperta che sì il voto in condotta (che poi si è chiamata ‘comportamento’), faceva media, ma senza nessuna rimarcabile conseguenza. Anzi, al danno la beffa: i furbetti, coloro che hanno sempre fatto le marachelle, e che spesso, guarda caso, andavano pure male nelle altre materie, col voto di condotta si sono visti ALZARE la media.

Ebbene sì, abbiamo scoperto che il voto di condotta è un voto in decimi, ma con una scala di valori tutta sua: parte dal 5, che si da solo in casi gravissimi e comprovati, si da il sei solo a casi leggermente meno gravi nella scala dei danni, sette a chi ha una notevole mole di note disciplinari, (sette è un’ “onta”, sulla scala di voti del comportamento); quindi otto è visto come una sorta di ‘avvertimento, per chi generalmente è troppo esuberante e disturba spesso la lezione, senza essere offensivo o ‘lesivo’. Nove/dieci per chi è corretto/molto e partecipe/molto.

Rendiamoci ora conto che fare la media del voto di comportamento con gli altri voti è mischiare due pesi e due misure, che va solo a favorire studenti che mal si comportano e sono poco partecipi. Perché nessuno ha mai obiettato, e mi riferisco soprattutto agli insegnanti di materie scientifiche, per il fatto che stiamo mischiando due valori incommensurabili??

Perché nessuno si è alzato e ha urlato a gran voce: non si fa signora maestra, non ci avevate detto alle elementari che non si mescolano le pere con le mele?? Senza contare che una media di tal fatta aveva e ha la deplorevole conseguenza di avvantaggiare scuole con meno materie rispetto a istituti con più materie, come più volte fatto notare e denunciato (uno studente con stessa media dei voti delle altre materie, e un 9 in comportamento, in un liceo classico viene ammesso all’esame di maturità in un tecnico no…).

E’ anche questa una ingiusta conseguenza di una media che ha poco senso fare. La mia proposta? Eliminiamo dalla media dei voti delle materie il comportamento.

Teniamolo separato (come si faceva già, sia alle medie che alle superiori). Teniamo pure una scala di voti apposita per il comportamento (come tale è) e la regola che col cinque si boccia. MA NON MISCHIAMO VOTI INCOMMENSURABILI, e non creiamo ingiustizie.

Eppure oggi, c’è bisogno di più educazione civica. Siamo tutti d’accordo. Soprattutto per far fronte alle nuove sfide tecnologiche e ambientali. E’ stato introdotto appositamente l’insegnamento della educazione civica a scuola, da quest’anno scolastico, come materia trasversale, i cui nuclei tematici sono: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. E ci vuole anche una valutazione, affinché all’insegnamento segua un processo di apprendimento da parte degli studenti. Potremo valorizzare la maturità civica, mettendola alla prova in ogni materia, sui programmi opportunamente plasmati sui tre nuclei tematici dell’educazione civica.

Sarà come un tornare, io credo, all’antica arte dell’educatore, che socraticamente intendeva provocare nel discente una cura della propria interiorità, affinché si potesse dire amante della giustizia. La nostra arte della maieutica sarà messa alla prova affinché noi educhiamo (da educere tirare fuori) alla coscienza civica gli studenti; che poi non è altro che una coscienza del ‘bene’, che invero io credo sia innata in ognuno di noi.

Santo cielo che bello, vorrei credere che sarà una sfida, per tutti gli insegnanti, debitamente formati allo scopo, e per gli studenti. Si potrà partire dalla Costituzione, per leggerla insieme ai ragazzi, che gratifica e riempie di coscienza critica solo leggendone le parole. Sarà un’avventura …

Speriamo solo di non svegliarsi con una doccia gelata, e che i voti stavolta siano autentici. Speriamo di poter dare quattro a chi coscienza civica non l’avrà, nemmeno dopo tutte le nostre lezioni accorate, o viceversa di poter dare 10 a chi ha veramente maturato coscienza civica e non a chi ha abilmente copiato. Che cioè la valutazione di educazione civica (mi piace dire ‘integrata’) sia una valutazione autentica davvero, e che vada a fare una media che abbia senso, con gli altri voti (per esempio, ogni materia conta per un voto? Ancora non si è capito…). Chiedo troppo?

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