“Chiudere le scuole e passare alla Dad: non costa nulla e salva vite”. Lettera al Ministro Bianchi

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Il Comitato nazionale “Dad per tutti”, che ha raccolto oltre 17mila adesioni in 250 città italiane in favore della Didattica a distanza, considerata l’unica modalità in grado di garantire in pandemia la tutela della salute e la continuità dell’istruzione, dopo aver depositato una petizione al Presidente della Repubblica, ed ai presidenti di Camera e Senato, si appella in una lunga lettera al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Indicando la morte di un docente di Padova come il seguito “di innumerevoli altre vite spezzate di insegnanti e personale delle scuole. Con una incidenza preoccupante e nell’indifferenza dei vertici delle Istituzioni“, il Comitato chiede l’intervento immediato del Capo del Dicastero di Viale Trastevere per “chiudere le scuole e passare alla Dad, che non costa nulla e salva vite“.

Signor Ministro intervenga subito perché noi adesso non vogliamo più aspettare e non vogliamo più essere esposti al contagio in nome di interessi nei quali non ci riconosciamo – si legge nel testo mostrato all’Adnkronos – Non ci potete più chiedere questo enorme sacrificio. Siamo moltissimi e siamo uniti . Siamo decisi a tutelare ad ogni costo il nostro diritto più sacro ed inviolabile: il diritto alla vita ed alla salute. Si tratta alla fine di pochi mesi di Dad. Poi tra l’effetto vaccinazione e magari la naturale perdita di virulenza del virus, il problema rientrerà. Adesso pero’ evitiamo di far pagare un prezzo cosi’ alto a tanta parte della popolazione che ha fiducia in Lei e nel nuovo Governo“.

Da nessuna parte vengono riportati i numeri degli insegnanti morti e contagiati – rileva il Comitato – Lo stesso dicasi per i genitori. Eppure lo sappiamo tutti: le scuole sono pericolose e diffondono il contagio. Gli interessi che spingono alcune istituzioni ad insistere sulla scuola in presenza, durante una terribile pandemia sono di carattere economico. Ma il problema del posteggio bambini a scuola esula dalle finalità costituzionali del diritto all’istruzione“. 

Secondo i calcoli del Comitato dall’apertura delle scuole a settembre ci sarebbe stato un aumento dei contagi del “3mila per cento”. Un dato tra l’altro parziale in quanto “non sono stati conteggiati mai i contagiati e i morti la cui malattia è derivata dai figli in eta scolare“. 

E’ evidente la contraddizione degli assembramenti in aula, proibiti per qualsiasi altra tipologia di attività. Che dire poi delle mense scolastiche? Tantissimi bambini riuniti a mangiare vicini senza mascherina per tutti i giorni scolastici. Vietato per i ristoratori, permesso nelle scuole“. 

Non vogliamo più sentirci propinare la storiella che i bambini a casa soffrono e subirebbero danni psicologici irreversibili e gravissimi. Signor Ministro – rileva il Comitato – chi insiste in questa versione si dimentica che i bambini a casa sono nel loro ambiente naturale: la famiglia“, e “pericoli ci possono essere solo in famiglie con genitori inadatti al ruolo. Ma sappiamo – conclude – che sono solo casi limite” .

 

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