Chimienti (M5S): sulla scuola i programmi di M5S e Lega sono lontani anni luce

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Silvia Chimienti, ex On. della XVII legislatura – Per noi la scuola è prima di tutto quel luogo in cui s’imparano il rispetto, l’accoglienza, l’integrazione, la tolleranza e la civiltà.

Quel luogo in cui non si fanno distinzioni tra figli di immigrati regolari o irregolari.

La nostra visione è quella di una scuola pubblica e statale, gratuita, democratica e aperta a tutti. L’unica visione possibile: quella di una società futura multiculturale, aperta e solidale, senza muri né barriere, senza ruspe né armi per la legittima difesa.

La nostra scuola è quella che diminuisce il numero di alunni per classe e ripristina le ore del tempo pieno e delle materie (latino, italiano, storia dell’arte, musica) tagliate dalla legge Gelmini, legge a suo tempo votata favorevolmente dalla Lega.

La nostra scuola non è quella che parla di “costo standard” per ottenere il massimo risparmio possibile sull’istruzione e per andare incontro a chi vuole iscrivere i figli nelle scuole paritarie ma è quella che finanzia proprio le realtà più difficili e periferiche, quelle in cui un professore in più, un pasto in più, una risma di fogli in più possono fare la differenza.

La nostra scuola è quella che combatte il razzismo, la xenofobia e l’omo-transfobia, attraverso l’educazione all’affettività e alla parità di genere. È quella che accoglie le differenze, le rispetta e le valorizza.

La nostra idea di scuola – così come la nostra visione di società – non ha nulla a che vedere con quella di Salvini che in questo programma parla perfino di “regionalizzazione dei concorsi per docenti” con l’intento di impedire che i docenti del Sud Italia possano concorrere per i posti del Nord.

E allora, se deve esserci un governo con la Lega, consiglio ai colleghi di evitare di inserire all’interno del contratto una riforma della scuola.

L’unico punto all’ordine del giorno può essere, forse, la revisione dei punti più critici della “Buona Scuola” renziana:

  • abrogazione dell’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro e riduzione delle ore
  • piano di mobilità per il riavvicinamento a casa dei docenti del Sud Italia trasferiti in maniera coatta
  • abrogazione della chiamata diretta e del sistema degli ambiti territoriali
  • conferma in ruolo delle maestre diplomate magistrale che hanno già svolto l’anno di prova e tutela di coloro che hanno servizio

Qualsiasi altra misura che vada oltre questi pochi e semplici punti non verrà accolta positivamente dal mondo della scuola.

Qualsiasi tentativo di privatizzare, “regionalizzare”, premiare, punire o differenziare le scuole, i docenti o gli studenti vedrà la mia e la nostra più totale opposizione.

Governo Lega – M5S: revisione Buona Scuola, concorsi regionali, reddito di cittadinanza e conferma 80 euro Renzi potrebbero entrare nell’accordo

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione