Chimienti (M5S): restiamo uniti per le immissioni in ruolo. Lettera aperta agli insegnanti

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L'On. Chimienti del M5S affida alla pagina Facebook un appello all'unitarietà del corpo docente della scuola italiana. Le riforme annunciate rischiano di creare fratture, soprattutto fra le varie anime del precariato.

L'On. Chimienti del M5S affida alla pagina Facebook un appello all'unitarietà del corpo docente della scuola italiana. Le riforme annunciate rischiano di creare fratture, soprattutto fra le varie anime del precariato.

Silvia Chimenti (M5S) – Appello agli insegnanti di ruolo, ai precari delle GAE, a quelli di seconda e terza fascia delle GI, ai vincitori di concorso, ai Sissini, ai Passini, ai Tieffini, ai Sfp, ai diplomati magistrale, ai vecchi e ai nuovi professori e maestri del nostro Paese.

Ci siamo. Siamo di nuovo in subbuglio e, ancora, gli uni contro gli altri. I mille annunci contraddittori e fumosi, la stanchezza ormai cronica e la sfiducia nella politica, l'ignoranza del nostro imminente futuro ci opprimono e ci angosciano.

I gruppi Facebook impazzano, migliaia di commenti, milioni di parole. Non un attimo di tregua per fermarsi e ragionare. Non un secondo di pausa per riflettere lucidamente su quello che sta accadendo oramai da decenni alla nostra Scuola.

“Sono un precario storico delle GAE, ho famiglia, due figli e un mutuo.”

Come darti torto. Fai bene a pensare solo a te e alla tua famiglia. Se hai un mutuo e due figli è comprensibile che tu voglia solo, disperatamente, l'immissione in ruolo al più presto. A qualsiasi condizione. Anche a costo di essere trasferito lontano, di non insegnare più la tua materia, di diventare un eterno supplente a disposizione del dirigente per attività extra su reti di scuole. A costo di passare il resto della vita a raccogliere punti e crediti didattici, formativi e professionali sul tuo portfolio on line, per essere “competitivo” e ambito nel nuovo mercato scolastico e per avere qualche spicciolo in più in busta paga fra tre anni. La tua collega, che è donna e di figli ne ha quattro, non potrà offrire al dirigente la tua stessa disponibilità a “collaborare” per le attività della scuola, lavorerà meno di te e non avrà diritto al nuovo “scatto di competenza”. Per lei, niente progressioni di carriera.

Ma tant'è. Anche lei, in fin dei conti, è stata fortunata. È stata assunta, a 45 anni, dopo 18 anni di precariato.

“Lavoro da 12 anni nella scuola, ho speso 3000 euro per il PAS e dal prossimo anno non insegnerò più”.

Hai ragione anche tu. Ti sei formato sul campo, hai lavorato nella scuola su posto vacante, sostituendo qualcuno delle GAE che ha ripetutamente rifiutato l'incarico ma che, ora, verrà assunto sul TUO posto. Come darti torto. Hai anche tu 40 anni e un figlio a carico e no, il concorso non hai mai potuto farlo perché non è mai stato bandito. La SISS? Perché non hai fatto la SISS? Forse perché già lavoravi e nessuno ti ha imposto di farla per proseguire a lavorare. Forse perché la tua famiglia aveva estremo bisogno di te e di quel tuo stipendio da supplente. E ora, sei fregato. Renzi assumerà solo da GAE e tu dovrai studiare per il concorso, quello che ti rimproverano di non avere mai fatto! Certo, se tu non dovessi superare il concorso sarebbe un serio problema: hai diplomato centinaia di ragazzi, compilato migliaia di pagelle, firmato verbali, promosso e bocciato persone che forse, a quest'ora insegnano a loro volta.

Ma poi, ora che ci penso, tu sei fortunato, in fin dei conti. Ti hanno “regalato” l'abilitazione per soli 3000 euro. Nessuna commissione ti ha umiliato con tre selezioni successive in ingresso, preselezione con test nozionistici e pieni di errori, domande sull'intero scibile umano…come invece è successo a lui, quel tuo collega, il tieffino di 32 anni laureato in matematica che si sente fregato a sua volta, ma da te. E ti odia a morte. Lui, laureato col massimo dei voti, è stato selezionato tra centinaia di migliaia, dopo aver superato un concorso difficile, impossibile, estenuante. Ah già, non era un concorso. Era una farsa.

Una macchina mangia soldi. Forse per questo ti odia così tanto: almeno a te quella roba inutile e dannosa, quella perdita di tempo e di denaro chiamata PAS non l'hanno fatta sudare come a lui. Ti hanno preso in giro, ma leggerissimamente meno di lui. Lui è più giovane di te e forse in un futuro concorso avrà più chance, è più fresco di studi e, soprattutto, non ha un figlio a carico e un padre disabile da accudire. Quindi, lo devi odiare a tua volta: sarà lui a rubarti il posto, sarà lui a vincere il concorso del 2015.

Maledetto tieffino giovane e fortunato.

“Sono un docente di ruolo e ormai penso solo a quando potrò andare in pensione.”

Tu hai 36 anni di servizio e 61 di età. Non ne puoi più di andare in classe ogni santo giorno e di correggere plichi infiniti di compiti in classe. Le guerre tra poveri dei tuoi colleghi più giovani ti fanno inorridire, ai tuoi tempi bastava solo la laurea. Dopo tre mesi di supplenze, ti hanno assunto a tempo indeterminato. Certo, allora era un'altra vita. La tua collega, quella di lingue, ha insegnato 15 anni e poi è andata in pensione. Allora si poteva, c'erano le baby-pensioni, l'avessi fatto anche tu! Invece ora il sindacato ti ha detto che devi arrivare a 42 anni di contributi altrimenti ti dimezzano la pensione. Con la stessa voglia che tu avresti di uscire un giovane vorrebbe entrare nella scuola. Eppure, così è la vita, si vuole sempre ciò che non si ha: tu non puoi uscire e lui non può entrare. E dire che il neoassunto, traboccante di energia e di entusiasmo che tu hai perso per strada e bravissimo ad usare quella maledetta LIM, costerebbe allo stato molto meno di te, sul tuo stesso posto: è un precario da 10 anni ma non ha mai maturato un solo scatto stipendiale. Costa allo stato come al suo primo giorno di insegnamento. Praticamente una miseria, visto che il tuo stipendio, dopo tutti questi anni si aggira intorno ai 1500€ mensili. Ma tu sei un docente di ruolo e hai solo voglia di andare via dalla scuola e di dedicarti finalmente alla pittura. Cosa vuoi che ti importi dei precari e delle loro sorti. No, collega, non sei solidale e guardi solo il tuo orticello. Ma d'altra parte, come darti torto, sei stufo marcio di insegnare e hai due splendidi nipotini da portare al parco al pomeriggio. I problemi della scuola non ti riguardano più.

A meno che… A meno che nello stravolgimento giuridico e contrattuale che presto si abbatterà anche sulla tua testa non ci sia qualcosa che ti tocca le tasche da vicino. A meno che qualche ministro non si faccia venire strane idee e proponga di aumentare le tue ore di insegnamento frontale a 24 o a 36. In quel caso, ma solo in quel caso, sei pronto a scendere in piazza. Piuttosto con i nipotini a seguito, ma protesterai anche tu.

“I diplomati magistrale in GAE? Devono passare sul mio cadavere. Io ho fatto l'università, quelle maestrine da strapazzo non meritano nulla!”

Tu hai seguito il percorso che lo stato ha indicato, come darti torto. Ti sei diplomata ma poi ti sei iscritta all'università. La tua collega invece non ne ha voluto sapere, ha iniziato a insegnare subito dopo il diploma e nessuno glielo ha mai impedito. Ora ha più anni di servizio di te e ti passa pure davanti.

Ma ragiona un attimo con lucidità: di chi è la colpa? È della tua collega che lavorava per necessità e che non aveva soldi per permettersi di non farlo o dello Stato che non ha stabilito un percorso univoco e non aggirabile che vi avrebbe messo sullo stesso piano e non l'una contro l'altra? Lei d'altra parte, è stata fortunata: dopo 15 anni i tribunali hanno riconosciuto il suo titolo come abilitante. Ha già avuto la sua dose di buona sorte, tu invece ancora la attendi perché a te sì che spettano le GAE! Ti sei immatricolata in Scienze della Formazione Primaria nel 2008 e per errore, per dimenticanza, sei rimasta fuori dalle GAE mentre i tuoi colleghi ci sono rientrati! Sono anni che ti batti per difendere un diritto negato, un'ingiustizia tale da far rabbrividire. Ma guai, se la diplomata tua collega entra in GAE.

Prima di entrarci tu, desideri con tutte le forze che NON ci entri lei. E forse preferiresti che mai venisse fatta giustizia, né per te né certamente è tantomeno per lei.

“Alla PA si accede tramite concorso! Articolo 97 della Costituzione! Te lo dice uno che ha fatto la SISS che aveva valore CONCORSUALE, mentre PAS e TFA, arrendetevi, non ce l'hanno!”

Come darti torto, hai ragione anche tu. A te importa poco del caos intorno a te, sei in GAE e tutti gli altri devono “morire” perché hanno insegnato molti più anni di te e potrebbero rivendicare il tuo posto. Tu, in fin dei conti, hai insegnato solo un paio d'anni poi hai preferito andare a lavorare in un'azienda che pagava il doppio. Ora però in azienda non tira una buona aria e piuttosto che restare a piedi vuoi giustamente ciò che ti spetta. Tu il tuo percorso lo hai fatto, il tuo è un diritto acquisito. Che importa che l'insegnamento non è mai stato la tua più grande passione ma sempre solo il piano B. Che importa che conosci un collega entrato in GAE senza concorso nel 2005, con soli due anni di insegnamento alle spalle e che sai perfettamente che il DM 249/2010 ha truffato le persone, negando il valore concorsuale a un percorso (TFA e PAS) identico a quello che hai fatto tu. Ora la priorità è essere immessi in ruolo e fai bene a lottare per questo con le unghie e con i denti. La passione, ti verrà. Quello che ora ti sostituisce, sul tuo posto vacante, si farà il concorso. Certo, ha la tua stessa età. E anche lui ha famiglia.

Peggio per lui, aveva solo da fare la SISS o da trovare un altro mestiere. D'altra parte c'è stato anche un concorso nel 2012 e lui poteva sostenerlo.

“Quelli delle GAE sono già stati ampiamente privilegiati, ora tocca a noi!”

Come darti torto, lo Stato ti ha sfruttato per 13 anni e ora ti dice che non sei un docente e che non puoi stare in classe. Quell'altro, il tuo collega che ha fatto la SISS è un privilegiato perché ora sarà assunto. Certo, privilegiato si fa per dire. È precario come te, da una marea di anni. In cosa è stato privilegiato e perché tu ambisci tanto a entrare in GAE insieme a lui? Per marcire nel precariato aspettando il ruolo che non giungerà se non quando ormai sarai in età da pensione? Però lui è stato fortunato, ha potuto aspettare il ruolo facendo altro.

ALT. Pensa in grande. Ribalta la tua prospettiva.

E pensa per un secondo se colui che odi di più e che ritieni essere stato più fortunato o privilegiato rispetto a te lo è stato veramente o se, piuttosto, ha subito le stesse identiche vessazioni che hai subito tu.

Vedrai che la risposta verrà da sé.

Il M5S ha costruito una proposta sul precariato che ha l'ambizione di essere inclusiva e di unire il mondo della scuola. Per uscire finalmente dal tunnel dell'odio e della divisione .

Allora a te, docente di ruolo, chiediamo di essere solidale con i tuoi colleghi precari e di uscire dall' indifferenza.

A te, precario delle GAE chiediamo onestà intellettuale e di accettare che insieme a te, nel giro di 5 anni, vengano assunti anche tutti i colleghi della seconda fascia GI, in base al fabbisogno reale della scuola.

A te, precario abilitato delle GI chiediamo di accettare di essere immesso in ruolo per scorrimento di graduatoria, ma in subordine ai colleghi delle GAE. Che significa che già dal 2015, laddove le classi di concorso delle GAE siano esaurite, vengano assunti abilitati delle GI. Forse hai più servizio di alcuni di loro ma noi del M5S vogliamo allargare i diritti a te, non restringerli a loro.

Allargare i diritti, non restringerli.

Essere solidali con i colleghi.

Mettersi nei panni altrui.

La nostra proposta non soddisfa completamente nessuno, non è il prodotto di un calcolo elettorale.

Quelli delle GAE saranno scontenti perché non vogliono assunzioni basate sul fabbisogno anche da GI che rischierebbero di ritardare di uno o due anni le loro, quelli delle GI perché proponiamo di assumerli per scorrimento di graduatorie ma in subordine alle GAE.

E' evidente che qualsiasi altra posizione che accogliesse il pieno consenso di una delle due categorie, sarebbe concepita per ottenere i voti della stessa. Noi, al contrario, abbiamo ragionato in maniera inclusiva e per il bene della scuola, con un progetto che ha una visione a lungo termine. Con grande modestia, crediamo di essere sulla giusta strada e crediamo che il piano straordinario di assunzioni così come concepito da noi, con allargamento degli organici, diminuzione del numero massimo di alunni per classe e incentivo al part-time dei docenti anziani, sia l'unica strada perseguibile e realmente sensata. Senza questi interventi, il precariato non sarà estinto.

Condividendo la proposta del M5S sulle assunzioni raggiungeremo un grande obiettivo.

E poi, finalmente, potremo pensare al futuro e anche sul futuro, noi del M5S, abbiamo le idee chiarissime.

L'intervento dell'On. Chimienti al Convegno Mida Precari del 7 febbraio 2015 

 

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