Chimienti: “docenti sulla soglia di povertà, rinnovare contratto ed equiparare precari a docenti ruolo”

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In materia di rinnovo del contratto collettivo, come sappiamo fermo al 2007, la Legge di Stabilità sembra aver freddato anche le aspettative più castigate.  Che senso ha, allora, la risoluzione appena presentata in commissione Lavoro dal M5S che vede firmatarie l'On Chimienti e l'On Ciprini? Non è questa, poi, una materia più negoziale che  parlamentare? Lo abbiamo chiesto alla prima firmataria, On. Silvia Chimienti.

In materia di rinnovo del contratto collettivo, come sappiamo fermo al 2007, la Legge di Stabilità sembra aver freddato anche le aspettative più castigate.  Che senso ha, allora, la risoluzione appena presentata in commissione Lavoro dal M5S che vede firmatarie l'On Chimienti e l'On Ciprini? Non è questa, poi, una materia più negoziale che  parlamentare? Lo abbiamo chiesto alla prima firmataria, On. Silvia Chimienti.

Onorevole, la speranza è l’ultima a morire. Ci sono i margini per un rinnovo del contratto nel 2015?

“Sì, assolutamente. Il nostro obiettivo è proprio questo: aprire una discussione su un tema che da troppo tempo è stato ignorato. I margini per un rinnovo del contratto nel 2015, a giudicare dal contenuto della legge di stabilità, sembrerebbero non esserci. Non per questo possiamo arrenderci: aprire un tavolo con i sindacati e le parti in causa è un’operazione a costo zero. Noi vorremmo quanto meno che questo tavolo si aprisse al più presto. Sui contenuti dell’accordo ci sarà tempo e modo per confrontarsi, ma oggi è fondamentale che il tema del rinnovo del contratto del comparto scuola torni ad essere una priorità dell’agenda politica del governo”.

La Legge di Stabilità è stata però perentoria. Dove cercare?

“Questa legge di stabilità è l’ennesimo schiaffo, l’ennesima porta chiusa in faccia ai docenti e all’intero personale della pubblica amministrazione. Viene prorogato il blocco dei contratti per tutto il 2015 e, cosa ancora più grave, anche il prossimo anno vedrà congelate le progressioni di carriera, unico baluardo a difesa del potere d’acquisto degli statali in tempi di recessione come questi. Non credo ci siano grandi spiragli nella legge di stabilità ma, come già detto, il nostro vuole essere un impulso costruttivo ad una discussione che possa svilupparsi anche successivamente alla finanziaria”.

Quante risoluzioni sono state depositate ad oggi su questo stesso ordine del giorno? La materia è più negoziale… insoddisfatti dell’operato dei sindacati?

“Nessun’altra, purtroppo. Il M5S, come spesso avviene, risulta essere l’unica forza politica a difesa dei diritti costituzionalmente garantiti. Siamo soli in questa battaglia, così come del resto lo siamo nella lotta per le ferie dei precari e nella gran parte delle giuste rivendicazioni che portiamo avanti. Ci auguriamo però che le altre forze politiche prima o poi ci seguano in qualcosa.

È indubbio che in questi anni i sindacati, salvo rare eccezioni, non siano stati realmente a fianco dei lavoratori, ma le sciagurate operazioni di questo governo sembrano averli risvegliati. Qualcosa inizia a muoversi sul fronte del Jobs Act e anche per quel che riguarda lo sblocco dei contratti abbiamo visto con piacere che i sindacati hanno promosso unitariamente una raccolta firme che chiede esattamente ciò che noi chiediamo con la nostra risoluzione, ovvero l’avvio di una sessione negoziale finalizzata al rinnovo del contratto, fermo dal 2007. La situazione è davvero emergenziale”.

Quali analisi mettono in luce l’inadeguatezza degli stipendi dei docenti italiani rispetto al costo della vita e rispetto anche alla media europea?

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“Una serie di analisi effettuate sul lungo periodo (2007-2012) dimostrerebbero che, pur risultando incrementata la media stipendiale del personale scolastico dell'11,4%, questa rimane pur sempre inferiore al tasso d'inflazione, che nello stesso periodo è cresciuto dell'11,9%. Considerando che il tasso di inflazione medio annuo per il 2012 è stato pari al 3,0% (dati Istat) e che nello stesso periodo in termini di potere d'acquisto la caduta è stata di ben 4,9 punti, il picco più alto dall'inizio della crisi, non è esagerato dire che gli stipendi dei nostri insegnanti e del personale non docente sono invece destinati ad avvicinarsi sempre più alla soglia di povertà.

Per quanto riguarda l’Europa i dati parlano chiaro: a inizio carriera la retribuzione lorda di un insegnante della scuola secondaria di primo grado in Italia è di 24.141 euro (circa 1.300 euro nette al mese) mentre la media europea è di 26.852. Il divario cresce a fine carriera: 45.280 euro nella media Ue contro 36.157 in Italia, il 25% in meno che arriva al 30% nella secondaria di secondo grado. Il mancato rinnovo del contratto è costato in media 8800 euro a docente nel periodo 2010-2014”.

Pensa che un nuovo contratto dovrebbe contenere delle novità sostanziali anche sul piano giuridico oltre che economico? In quali aspetti?

“Certamente. Il rinnovo del contratto dovrebbe essere una grande occasione per rivedere in toto anche lo status giuridico dei docenti. Per noi è prioritario il tema della parificazione dei diritti tra docenti di ruolo e personale precario e un nuovo contratto dovrebbe necessariamente prevedere che le attuali discriminazioni non si verifichino più.

Il prossimo contratto dovrebbe anche saper cogliere la sfida delle grandi novità a cui stiamo andando incontro: si deve prevedere una formazione adeguata che resti al passo con il processo di digitalizzazione e con le esigenze didattiche sempre più specifiche degli allievi. Per quanto riguarda le proposte del governo non siamo contrari a priori ad un discorso inerente la carriera del personale docente che gratifichi chi si assume maggiori responsabilità ma di certo qualunque ragionamento di questo tipo deve essere disgiunto da quello degli scatti stipendiali.

L’esperienza maturata, riconosciuta economicamente tramite gli automatismi stipendiali, non può essere riservata a priori ope legis solo al 66% dei docenti, ma va garantita a tutti indistintamente: il discorso sul merito, in sostanza, non può essere confuso con quello del riconoscimento dell’anzianità di servizio”.

Docenti sulla soglia di poverta, M5S presenta risoluzione per rinnovo contrattuale 2015 – 2018

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