Chiedo di poter svolgere le prove per il concorso scuola in una sede a me idonea. Lettera

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Buongiorno, sono Alessandro Cappato, docente di Laboratori di servizi enogastronomici di Cagliari.

Buongiorno, sono Alessandro Cappato, docente di Laboratori di servizi enogastronomici di Cagliari. Scrivo questa lettera perché la mia richiesta di poter svolgere le prove per il concorso scuola in una sede a me idonea e non in una sede lontana per quanto accogliente come Rieti, sono al momento rimaste inascoltate. Ricordo che ho già svolto la prova scritta (a Rieti il 16 maggio) con le difficoltà logistiche di chi soffre una disabilità con punteggio E.D.S.S. 5 relative alla patologia sclerosi multipla che con l’aumentare della temperatura diventa ancor più debilitante

Nonostante l’articolo su “Orizzonte Scuola” del 19 aprile 2016, gli articoli su, blog “La bottega del Barbieri, su “L’Unione Sarda” del 21/04/16, 12/05/16, la trasmissione televisiva "Le Iene" del 7 maggio 2016, l’interrogazione parlamentare della senatrice M. Serra, Atto n. 3-02839 (con carattere d'urgenza) Pubblicato il 11 maggio 2016, nella seduta n. 623, nonostante le richieste a quanto pare impotenti USR Lazio e Sardegna, nonostante abbia scritto al Presidente della Repubblica nella speranza che potesse intervenire e far valere lo Stato di Diritto, ho invece ricevuto la cortesissima risposta dello staff dove mi veniva comunicato che non era la sede di competenza e di rivolgermi al ministero dell’Istruzione.

Dal dettato normativo disposto dagli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea emerge il divieto di ogni forma di discriminazione delle persone disabili. Da intendersi, al contempo, sia come espresso riconoscimento della parità tra gli individui, sia come diritto della persona con disabilità, alla stessa stregua delle persone cosiddette normodotate, a perseguire il pieno sviluppo della propria personalità attraverso la piena integrazione sociale e professionale, la quale necessita preliminarmente della partecipazione alla vita della comunità.

È ovvio e necessario che la partecipazione alla vita della comunità si esplica anche attraverso gli istituti che gli ordinamenti degli Stati membri hanno codificato come, nel caso descritto, il concorso pubblico per l'accesso alle pubbliche funzioni. Tali principi e diritti trovano riscontro, altresì, nell'articolo 2 della Carta dei diritti fondamentali e nel combinato disposto degli articoli 3 e 51 della Costituzione, da cui emerge che l'accesso dei cittadini ai pubblici uffici deve avvenire in condizioni di eguaglianza. Il buon andamento, l'imparzialità e l'efficienza dell'azione amministrativa non possono essere declinabili all'interno dell'ordinamento solo come meri principi interni all'amministrazione, ma altresì come principi strumentali alla realizzazione della personalità del cittadino.

In sostanza quel che chiedo per me e per tutti è il diritto, in quanto viviamo in uno Stato di Diritto e non nel Far West o nella Contea di Hazzard.

Buona vita a tutti

Alessandro Cappato

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