Chiedo maggiore sensibilità al MI per i sacrifici di noi precari. Lettera

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Inviato da Nicolò Santovito – Scrivo per far presente quello che tutti noi docenti precari continuiamo a chiederci: perché?

Perché ogni ministro accusa le carenze dei precedenti, in un rimbalzo di responsabilità che porta infine alla sospensione di qualsiasi provvedimento utile a smuovere un atavico stallo, una stagnazione di prospettiva sia per chi entra allo stesso modo di chi c’è già in questo pazzo mondo della scuola?

Sono già tre anni che insegno in provincia di Torino, in un paese a nord a circa un centinaio di km da Aosta, poco più poco meno. Ho fatto enormi sacrifici personali con la mia compagna, cambiando casa, accettando qualsiasi cosa mi si proponesse, anche venti contratti annuali per fare punteggio. Ogni anno la stessa storia, cambio casa, colleghi, posto di lavoro e soltanto sul posto di sostegno ( sono laureato in Filologia ma non disdegno affatto questo tipo di insegnamento, anzi mi sta appassionando molto). Ho lasciato enormi e gravi problemi familiari in Puglia che non starò a raccontare, non ho chiesto alcun giorno di permesso, o ferie all’inizio di questa esperienza non disponevo ancora di un’automobile ( ringrazio mio padre per il sacrificio fatto) e sono rimasto spesso sotto la neve ad attendere il bus che quel giorno scioperava, invano. Ho speso soldi per.mantenermi ma non ho rinunciato ad iscrivermi a master, ai 24 cfu per poter partecipare al concorso. Con l’avvento della epidemia, quest’anno sia per totale incertezza sul rientro che per responsabilità personale, ho preferito la quarantena a Rivarolo Canavese, il posto in cui vivo ( insegno poco distante, a Cuorgnè).

Come si può continuare ad avere motivazione quando tutti gli sforzi ( e ci sono casi molto peggiori dei miei che sono anche fortunato nonostante tutto) non vengono recepiti dall’alto e liquidati da un “mi spiace, facciamo l’anno prossimo”. E che dire dei concorsi cui tanti docenti come me che hanno potuto accettare sostegno ( ripeto che non disdegno questa tipologia di cattedra) non possono sostenere un concorso straordinario, rispetto a chi magari avendo fortuna nella scelta delle scuole, magari avendo mezzo punto in più, è riuscito ad ottenere la propria materia? Per non parlare di questi maledetti punti che diventa difficile aggiornare, o impossibile inserirsi per la prima volta per altri, perché il sistema è”vetusto”, quando si pensava di ovviare a tale situazione? Le mie sono solo domande perché non basta una frase, mezza anzi, detta con un lieve imbarazzo, a castigare migliaia di noi, di vite, speranze e progetti, precari ma pur sempre progetti, perché di qualcosa bisogna pur alimentarsi.

Chiedo impegno, chiedo meno populismo e più sensibilità.

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