Chiediamo di essere inseriti, come regolari abilitati PAS e TFA quali siamo, in GaE. Lettera

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Gent.mo Presidente del Consiglio, Le scrivo questa lettera "a cuore aperto", e spero di ricevere ascolto.

Gent.mo Presidente del Consiglio, Le scrivo questa lettera "a cuore aperto", e spero di ricevere ascolto.

Sono un'insegnante precaria di inglese presso una scuola secondaria della provincia di Reggio Emilia.

Al quarto anno di servizio, mi sono abilitata con il TFA nel 2014/2015: la fatica è stata tanta, i sacrifici grandi; lavoravo a scuola e studiavo in ogni momento del mio tempo "libero", ho fatto il tirocinio, gli esami di profitto e la tesi per l'abilitazione insieme alle mie ore curricolari. 

Sono arrivata alla fine, a luglio 2015, con una valutazione molto positiva, ma stremata.

Ora arriva questo concorso: le confesso di aver pensato, da subito "ma come, l'ho appena finito un concorso: duro, selettivo, e perché no, anche motivante sotto alcuni aspetti…"

Ma come molti colleghi nella mia situazione ci si è fatti coraggio e si è intrapresa l'ennesima sfida: stiamo ancora una volta lavorando, e ci avviciniamo alla fine dell'anno scolastico con i tanti adempimenti del caso, l'ultima cosa che desideriamo è portare via tempo ed energie ai nostri studenti.

Ieri abbiamo appreso dai media l'ennesima notizia spiazzante: anche ai non abilitati è stata ammessa, per talune classi, la partecipazione al concorso.

Amareggiati e profondamente delusi per l'ennesimo mancato riconoscimento delle nostre professionalità e dei nostri diritti ci sottoporremo a quest'altra prova, parte di un cammino che sembra non darci tregua né serenità per poter operare al meglio; siamo consapevoli e preparati ad una costante valutazione delle nostre competenze e abilità umane: è nell'ottica del "CO-COSTRUIRCI" crescendo con i nostri studenti che ci vogliamo collocare. Però le ingiustizie mi/ci fanno male. 

Sono appena stati mandati in ruolo decine di migliaia di colleghi provenienti dalle Graduatorie ad Esaurimento in maniera indiscriminata, senza curarsi né della loro preparazione effettiva (talvolta non misurata da anni), né delle possibilità di un utilizzo coscienzioso delle loro competenze. Tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi il fallimento di un "potenziamento" con docenti utilizzati senza criterio né cura della loro professionalità come meri "tappabuchi" per sostituzioni di colleghi.

Abbiamo lo stesso titolo degli abilitati SSIS: ci chiediamo il perchè di questo trattamento così diverso. Ci sentiamo, in tutta franchezza, discriminati.

Ci serve più servizio per il ruolo? Bene, siamo disponibili e pronti: non ci aspettiamo, soprattutto chi di noi è all'inizio della propria carriera di insegnante, che l'assunzione a tempo indeterminato arrivi senza prima acquisire esperienza e rafforzare il contatto con la realtà di ogni giorno. Ma ciò che ci spetta di diritto lo chiediamo con forza. 

(Tra noi precari, lo ricordiamo, c’è sì chi ha ancora poca esperienza “sul campo”, ma vi sono anche persone il cui contributo è da anni necessario al funzionamento della scuola pubblica e che – giustamente – non accettano di essere ora messe da parte in maniera frettolosa e poco rispettosa).

Chiediamo di essere inseriti, come regolari abilitati PAS e TFA quali siamo, in GaE. E di godere dello STESSO trattamento che ai colleghi abilitati SSIS o in altra maniera è stato riservato negli anni: abbiamo forse il demerito di essere di qualche anno più giovani, o di aver iniziato ad insegnare un po' più tardi? Mi sembra poco.

Le sottopongo anche altre questioni a mio avviso rilevanti. 

Per iscriversi a questo concorso 2016 tanti di noi sono stati ingiustamente costretti a rinunciare a dichiarare parti significative (o intere annualità) di servizio prestato solo perché interrotte a causa, per esempio, contratti di supplenza su persone assenti per maternità: è forse giusto?

180 giorni di servizio acquisito a tutti gli effetti ma non dichiarabile e non considerabile ai fini della valutazione titoli solo in quanto non strettamente continuativi (e non a causa nostra): perché?

Infine, riguardo all'organizzazione di questo concorso, frettolosa e poco trasparente: siamo talvolta ancora alla ricerca di commissari giudicanti e in assenza di criteri di valutazione (che ricordo a noi per l'Esame di Stato di scuola secondaria sono giustamente richiesti) condivisi ed espliciti a motivare le scelte di chi si trova nella posizione non facile di correggere a attribuire valutazioni. 

Si rischia così l'arbitrarietà – e in un concorso pubblico di tale importanza!

Concludo confermando a Lei e al Ministro Giannini l'impegno e la voglia reale di una classe docente di cui mi faccio per un momento portavoce di essere parte viva di un sistema scolastico che ha bisogno di PASSIONE e di ENTUSIASMO per cambiare in meglio; non di continuo svilimento, né di frustrazione.

Siamo pronti a fare la nostra parte in tutto e per tutto, per ciò che ci compete. Ma chiediamo giustizia, buonsenso ed equità.

Ringrazio per l'attenzione.

Valentina Sassi e i colleghi docenti Cinzia Pistelli, Silvia Manstretta, Mario Landi, Nora Brandolini, Anita Armani, Graziano Paolicelli, Laura Mondini, Giovanna Maiorino, Daniele Galli, Giulia Legato, Caterina Pischedda, Laura Tronconi, Lina Mauro, Bianca Ramanzin, Riccardo Amorati, Giorgia Pesaresi, Jolanda Valentina Caso, Monica Casadei, Antonella Ciacio, Greta Lauri, Dominga De Luca, Silvia Zanzi, Eva Fabbri, Massimo Monti

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