Chiamata docenti. Cosa dovrà scrivere il candidato nel curriculum da presentare ai Presidi?

di Avv. Marco Barone
ipsef

Uno degli aspetti più contestati della Legge 13 luglio 2015 che introduce de facto una nuova scuola, è quella della chiamata diretta. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico incoerenza con il piano dell’offerta formativa.

Uno degli aspetti più contestati della Legge 13 luglio 2015 che introduce de facto una nuova scuola, è quella della chiamata diretta. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico incoerenza con il piano dell’offerta formativa.

L’incarico ha durata triennale, rinnovabile in coerenza con il piano dell’offerta formativa.

Tra gli elementi che dovrà valutare il dirigente emerge in particolar modo il controverso curriculum, oltre alle esperienze, competenze professionali e possono essere svolti anche colloqui. Dunque discrezionalità enorme, che certamente aprirà la via ad enormi
contenziosi, perché il Dirigente dovrà motivare le sue scelte, le sue preferenze, i suoi rifiuti, specialmente quando questi verranno, ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa richiesti dai diretti interessati, i quali potranno anche impugnare la mancata “selezione”.

D'altronde nella legge emerge che la trasparenza e la pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.

Ci sarà anche un portale gestito dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, che rende accessibilii dati del curriculum dello studente ed il curriculum deldocente.

Ora,quali elementi dovrà contenere il curriculum del docente? Certamente il format utilizzato sarà quelle europeo. Ci saranno le Competenze comunicative, Competenze organizzative e gestionali, Competenze professionali, Competenze informatiche, l'Appartenenza a gruppi /associazioni, Pubblicazioni, Riconoscimenti, Conferenze e/o Progetti curati, esperienze professionali, master, titoli di studio ecc.

Dunque, grande risalto alle “competenze”, in piena linea con la Legge del 13 luglio 2015 che insiste molto, per quanto concerne la didattica, sull'aspetto delle competenze a favore del processo della scuola lavoro che viene introdotto anche nel sistema liceale.

Non è da escludere che possa ritornare in vita il fallimentare progetto dell'anagrafe dei docenti. Voluto dalla ex ministro Gelmini. L'anagrafe dei docenti doveva essere pubblicata direttamente sul sito internet del ministero dell’Istruzione. Per ogni insegnante, oltre ai «datianagrafici» e quindi al luogo e alla data di nascita, dovevano essere elencate una serie di voci standard: il titolo di studio, cioè laurea o diploma; le abilitazioni, cioè le materie che può insegnare; la scuola dove insegna e quelle dove ha lavorato prima; le eventuali pubblicazioni di libri o articoli; le eventuali specializzazioni, cioè i corsi seguiti dopo la laurea o il diploma; le certificazioni «con particolare riferimento alla lingue straniere e alle competenze informatiche».

Dunque sul sito del ministero doveva giungere il curriculum di tutti i docenti dalle materne alle superiori, sia di ruolo che precari se inseriti nella graduatorie ex permanenti. Dovevano essere in tutto quasi un milione di persone. Ma ad aderire furono solo circa 50.000. Boicottato. Probabilmente sarà questo il sistema che verrà adottato per il curriculum del docente, ma si dovranno attendere, comunque, le istruzioni da parte del Garante per la privacy, prima della sua operatività.

Versione stampabile
anief anief
voglioinsegnare